Troppo spesso accade che una fotografia digitale visualizzata sul nostro monitor presenta notevoli differenze dalla scena reale, o dalla immagine stampata su carta. Che cosa non ha funzionato? I motivi possono essere più di uno, ma per prima cosa occorre controllare le impostazioni del monitor.
Elementi di Colour Managment
I colori visualizzati sullo schermo sono rappresentati da tre numeri che indicano le proporzioni tra il rosso, il verde ed il blu (sistema RGB). Questi tre colori, opportunamente miscelati, corrispondono a quel particolare colore che noi vediamo sullo schermo. Con questa tecnica si cerca di imitare il funzionamento del nostro sistema visivo, di valutare i colori e rappresentarli con dei valori numerici assoluti. Questi valori assoluti sono numeri e non sono dipendenti dai vari dispositivi (schermi o stampanti) usati per ricostruire i colori.
Tuttavia, i colori resi dal monitor del nostro computer corrispondono sempre allo standard? Il più delle volte, no. Chi lavora con due monitor diversi, spesso constata che i colori della stessa immagine hanno diverse sfumature. Stampare i colori su carta è ancora più problematico, perché dobbiamo riprodurre i colori usando inchiostri pigmentati, nessuno dei quali (di solito) corrisponde agli standard, tanto meno quelli economici..
Con l'espressione Colour Management ci si riferisce alle tecniche usate per tentare di avvicinare tutti i colori riprodotti dai diversi dispositivi ad uno standard unico ed universale. Si cerca cioè di far corrispondere i colori catturati dalla mia e dalla vostra fotocamera, ai colori resi dal mio e dal vostro monitor, dalla mia e dalla vostra stampante, in modo da farli corrispondere (per quanto possibile) ai colori della scena ripresa.
Gli specialisti chiamano "profilo ICC" un codice numerico necessario per indurre un monitor a riprodurre colori standard. Calibrare il monitor aiuta ad ottenere più spesso i colori giusti, anche se in pratica le cose sono un filino più complicate.

In campo professionale infatti, per ottenere una corretta calibratura ci si deve munire del necessario software e di hardware capace di "leggere" i colori generati dal software e riprodotti dal monitor. In tal modo si genera il profilo ICC da utilizzare per correggere le deviazioni cromatiche del monitor stesso. Tale procedura deve essere ripetuta almeno una volta al mese per mantenere la risposta del monitor entro un range di deviazione accettabile.
Per i non specialisti (noi) la prova più semplice e molto empirica, consiste nell'attento confronto fra i colori visualizzati sul nostro monitor e quelli riprodotti dalla nostra stampante, a condizione che si usino:
- una stampante fotografica di buona qualità
- inchiostri originali forniti dal costruttore della stampante
- carta fotografica lucida
Se queste tre condizioni sono rispettate e le differenze di colore sono ben visibili, sarà opportuno affidarci ad una persona competente per far eseguire la calibratura del monitor. Diversamente si corre il rischio di manipolare le immagini in fotoediting per farle apparire correttamente sul nostro monitor, ma vederle poi diverse se vengono riprodotte su un altro monitor o stampate su carta.
Spazi di colore
Nessuna delle periferiche utilizzate nei sistemi di pubblicazione o visualizzazione è in grado di riprodurre l’intera gamma di colori percepibili dall’occhio umano. Ogni dispositivo opera all’interno di uno specifico spazio colore che può produrre una determinata scala o gamma cromatica.
I colori vengono memorizzati nel computer sotto forma di codici numerici. Poiché i grafici, gli editori, i web-designer, i fotografi ecc. hanno necessità diverse, sono stati creati differenti set di codici adatti alle loro particolari esigenze. Questi differenti set di codici sono detti “Spazi di Colore”. Ogni spazio di colore serve a riprodurre una gamma (gamut) di colori reali più o meno estesa.
Per definire nel linguaggio umano le varie sfumature di un certo colore, possiamo usare termini come “intenso” o “brillante” o “medio” o “scuro” ecc. Ma se dobbiamo farci capire dalle macchine dobbiamo per forza assegnare a ciascuna sfumatura un valore numerico.
Quante tonalità di verde, di rosso e di blu, possono esistere? Teoricamente infinite, ma decidiamo che per una data applicazione pratica ce ne servono un milione. Se codifichiamo un milione di colori, cioè riduciamo tutte le varianti cromatiche in valori numerici, abbiamo creato un nostro spazio di colore.
Quindi, uno spazio di colore non è altro che un set predefinito di colori utilizzabili. Alcuni degli spazi di colore più usati e conosciuti sono sRGB, Adobe RGB, ProPhoto RGB, Lab, ecc.

I fotografi che amano pubblicare le loro fotografie nei vari blog o forum dovrebbero sapere che lo spazio di colore standard per internet è sRGB perché meglio di altri si adatta ad essere trasmesso in rete. Ne consegue che per mantenere la fedeltà dei colori fra la foto originale e la foto vista via web, è necessario convertire lo spazio di colore originale (spesso Adobe RGB) in sRGB. Questa conversione va fatta in fase di post-produzione, quando si prepara l'immagine in Photoshop, dopo aver eseguito tutte le necessarie manipolazioni. contengono anche i normali elementi ottici a rifrazione.
Calibrare la luminosità
Quando è il momento di stampare le immagini noi facciamo il possibile per produrre esattamente le stampe come le vogliamo. Se vogliamo mettere in rete le nostre immagini scopriremo presto che trasferire su internet questa ricerca della perfezione non è facile. Le immagini sono più piccole e meno dettagliate, ma la variabile più importante è il monitor che deve riprodurle, o meglio, la calibratura di tale monitor. Non sono molti quelli che regolano la luminosità ed il contrasto con cadenza regolare, come sarebbe auspicabile.
Calibra la luminosità del monitor per una corretta visualizzazione delle immagini
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Un modo semplice di calibrare la luminosità usando una scala di grigi come questa.
- Regola il contrasto: colonna Z più brillante possibile ma distinguibile dalla colonna Y
- Regola la luminosità: colonna A più scura possibile ma distinguibile dalla colonna B
Eseguire la regolazione solo quando il monitor è acceso da almeno 20 minuti.
Calibrare i colori delle stampe
Dopo che abbiamo provveduto a calibrare colori e luce del monitor arriva il momento di calibrare i colori riprodotti su carta dalla nostra stampante. La procedura è analoga a quella adottata per il monitor e consiste nella stampa di una apposita immagine-test sulla quale si esegue la "lettura" dei colori stampati. Il software confronta i colori sulla carta con quelli originali e genera un "profilo colore" per il driver della stampante, ovvero un file con le necessarie correzioni per ottenere colori stampati simili a quelli dell'immagine-test.
