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Consigli pratici: Fotografia sportiva - parte
1
A tutti noi è capitato di sfogliare una rivista
sportiva e di rimanere ammirati davanti alle
straordinarie immagini che ritraggono il
momento cruciale, il dribbling e il goal
del campione di calcio, la derapata su fango
o neve in un rallye, o lo sprint finale del
ciclista vincitore di tappa. L'espressione
dei volti, le smorfie di chi sopporta fatica
e dolore, il momento drammatico in cui l'atleta
si gioca la vittoria. Tutto questo contribuisce
a rendere altamente spettacolare la fotografia
sportiva.
Parte 1 - 2 - 3
Il momento magico 
La fotografia sportiva, ed in generale la
fotografia d'azione, è tutta basata sul tempismo.
Occorre reattività, essere al posto giusto
al momento giusto, occorre una esecuzione
sicura e precisa, non c'è tempo per i ripensamenti.
Queste sono le qualità richieste all'atleta,
ma anche al fotografo, e ogni sport ha le
sue peculiarità ed i suoi momenti imprevedibili.
Conoscere bene uno sport e le sue regole
è indispensabile per poter prevedere l'azione
e premere il pulsante dell'otturatore al
momento giusto. Tra i fotografi sportivi
circola il detto "se vedi l'azione vuol
dire che l'hai persa". Ciò significa
che se per scattare aspetti che l'attaccante
colpisca il pallone di testa, facilmente
il pallone sarà già uscito dell'inquadratura
al momento della ripresa. C'è sempre un tempo
morto fra il momento in cui la scena colpisce
la nostra retina ed il momento in cui il
diaframma della camera si chiude. Solo l'esperienza
ci dirà quanto dura questo tempo e come dobbiamo
gestirlo.
Il punto di ripresa
Come per ogni altro soggetto o altra situazione,
avvicinarsi quanto più possibile all'azione
sportiva da riprendere è quasi un obbligo.
Purtroppo, o talvolta per fortuna, ai fotografi
sportivi accreditati sono riservate alcune
aree dove possono piazzare la loro attrezzatura.
Al resto dei fotografi amatoriali non resta
che cercare di guadagnare un posto nelle
prime file, vicino al centro del terreno
di gioco, comunque vicino a dove si svolgono
le azioni più spettacolari. Naturalmente
possiamo aspettarci di dover competere per
i posti migliori con una quantità di altri
fotografi, ma anche questo fa parte del gioco.
Nella scelta del posto, dobbiamo tenere presente
non solo le riprese dei giocatori ma anche
del pubblico. Normalmente si cerca di isolare
il soggetto principale dalla sfondo, però
nel caso delle foto sportive lo sfondo è
sempre presente e talvolta può diventare
parte attiva in una particolare scena. Per
questi motivi la scelta del punto di ripresa
diventa fondamentale per ottenere foto significative.
L'attrezzatura
Il famoso detto "Non è la camera che
fa le foto, ma il fotografo" è sempre
valido, ma nel caso della fotografia d'azione
usare un corredo non adatto significa non
riuscire ad ottenere i risultati sperati.
Per ogni sport è richiesta una particolare
lunghezza focale. Per esempio, per riprendere
scene di basket, generalmente ci si posiziona
a bordo campo vicino al canestro o dietro
la linea di fondo e si usa un 85mm, ma se
l'azione si svolge a centro campo dovremo
usare un 135mm. Nel caso del calcio le distanze
aumentano, così per catturare un dribbling
oltre metà campo diventa necessario usare
un obiettivo da 300-400mm per riempire la
scena con i giocatori.
 Secondo un principio empirico ma vicino alla
realtà, con una camera da 35mm, per ogni
100mm di lunghezza focale si possono coprire
bene distanze di 8-10 metri, permettendoci
di riempie il fotogramma in formato verticale
con l'immagine di un atleta. Perciò se si
sta scattando una scena di calcio dalla posizione
di tre quarti campo, con un obiettivo da
300mm potremo scattare buone immagini di
un'azione che si svolge nei pressi dell'area
opposta. Ma se l'azione si sposta molto rapidamente
verso di noi, dovremo altrettanto rapidamente
passare ad una focale minore. Per questo
motivo i fotografi professionisti portano
con sè almeno due camere con due diverse
focali pronte all'uso.
Altro fattore critico è l'apertura dell'obiettivo.
Una maggiore apertura significa che potremo
usare una maggiore velocità dell'otturatore,
tanto più importante quanto più lunga sarà
la focale impiegata. Dovendo riprendere azioni
molto veloci, dovremo usare la massima velocità
di scatto possibile per congelare l'azione.
Ogni stop F guadagnato è importante, se si
considera che un obiettivo di media qualità,
con una focale medio-lunga, ha una apertura
che non va oltre F5.6, che può andar bene
per riprendere un evento all'aperto in una
giornata di sole ma non per riprese in-door
con illuminazione artificiale.
In condizione difficili diventa necessario
usare obiettivi molto veloci, con aperture
F2.8 o anche maggiori. Questi obiettivi sono
assai costosi e anche molto pesanti e ingombranti;
si parla di 800 Euro per un 400mm F2.8.
In alcuni sport, come l'atletica e altri,
è vietato l'uso del flash che potrebbe disturbare
gli atleti. E' sempre consigliabile parlare
con un responsabile (arbitri, allenatori,
dirigenti) prima di usare il flash.
Data la difficoltà di catturare nel momento
esatto azioni molto rapide, è importante
disporre di una fotocamera che consenta le
riprese a raffica. Azionando l'otturatore
un istante in anticipo e riprendendo da 3
a 5 fotogrammi, diventa più semplice "centrare"
nel tempo il momento che ci interessa. Successivamente
in fase di editing avremo tutto il tempo
per esaminare le immagini e tenere solo le
migliori.
Un altro esempio di attrezzatura utilizzata
dai professionisti è il telecomando per azionate
la fotocamera a distanza. Nei casi in cui
sia impossibile raggiungere fisicamente una
buona posizione di ripresa (motivi di sicurezza
o altro), alcuni fotografi cercano di piazzare
la camera nel punto desiderato per poi azionarla
a distanza con un telecomando. Per esempio,
negli ippodromi riuscire a posizionare una
camera a bordo pista consentirebbe di ottenere
immagini eccellenti da un punto di ripresa
inusuale.
Profondità di campo - Isolare il soggetto
 Quasi tutte le più belle foto sportive sono
state scattate con la massima apertura del
diaframma, cosa che permette di ottenere
due importanti benefici. Prima di tutto,
come già accennato, per catturare soggetti
in rapido movimento dobbiamo utilizzare la
massima velocità dell'otturatore, e quindi
dobbiamo utilizzare la massima apertura.
Come secondo beneficio, una grande apertura
ci permette di isolare il soggetto dallo
sfondo. Più aumenta l'apertura, più diminuisce
la profondità di campo, e questo effetto
diventa ancora più evidente con l'aumento
della lunghezza focale. E più il soggetto
è lontano dallo sfondo, più sfocato questo
risulterà.
Ridurre l'impatto visivo dello sfondo è quasi
sempre importante per mantenere il soggetto
in piena evidenza, per le foto sportive come
in molti altri casi. Quando si fotografa
in studio, o si riprende un paesaggio, si
ha tutto il tempo per scegliere le impostazioni
adatte e fare anche delle prove, mentre invece
fotografare l'azione veloce e improvvisa
significa reagire istantaneamente e accettare
lo sfondo così com'è.
Quando si fanno foto sportive, specialmente
foto di calcio, occorre tenere presente che
una azione che si svolge lontano dal fotografo
sarà facilmente anche vicina allo sfondo
delle gradinate opposte. Così se vogliamo
riprendere i giocatori, ci ritroveremo ben
evidenti nella foto anche panchine, pali,
insegne, cartelloni pubblicitari, gradinate
piene di spettatori. Anche con il diaframma
tutto aperto gli elementi dello sfondo saranno
troppo evidenti. In questi casi, che fare?
Se l'azione è di quelle che non si possono
perdere, scattiamo e vedremo poi in fase
di post-produzione se e come possiamo isolare
meglio i nostri soggetti.
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