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Consigli pratici: Salvare i file di immagine
Quasi tutte le fotocamere digitali memorizzano
le immagini in uno dei tre formati JPEG,
TIFF o CCD RAW. Quando si aprono queste immagini
per manipolarle si può, e spesso si
dovrebbe, salvarle in un altro formato.
Formati originali
Formato JPEG
Il JPEG è di gran lunga il formato
più usato per pubblicare immagini
in internet. Il termine "JPEG"
è comunemente usato per descrivere
il formato JFIF (JPEG File Interchange Format)
che è il formato che contiene una
immagine compressa col metodo JPEG. Questi
nuovi file JFIF originariamente usavano l'estensione
JPG, però lo standard più recente
richiede invece l'estensine JIF. Il formato
è ottimizzato per la visualizzazione
delle fotografie. Le immagini JPEG hanno
due caratteristiche tipiche:
- JPEG usa una compressione a perdita di livello
variabile, perciò si può scegliere
un compromesso tra dimensione del file e
qualità.
- JPEG supporta colori a 24-bit. (GIF, l'altro
formato molto usato per il Web, supporta
solo 8-bit).
Non si dovrebbe mai salvare un'immagine originale
in formato JPEG se si pensa di modificarla
più tardi. Ogni volta che si apre
uno di questi file, lo si modifica e poi
lo si salva ancora, l'immagine viene nuovamente
compressa. Ad ogni nuovo salvataggio l'immagine
diviene sempre più degradata. Da notare
che la perdita di qualità si nota
solo alla prossima riapertura del file.
Non appena si scaricano le foto originali
nel computer, conviene convertirle in TIFF
o BMP alla massima profondità di colore.
Formato TIFF
Il TIFF fu originalmente sviluppato per salvare
immagini generate da scanner e programmi
di photo editing, e da allora è stato
largamente impiegato anche nella gestione
di immagini fotografiche. La sua grande diffusione
ha comportato anche molte variazioni, o estensioni,
perciò si possono avere problemi per
aprire file provenienti da altre fonti. Il
formato TIFF supporta colori fino a 24-bit.
Formato RAW
In una fotocamera lo spazio e la potenza
di calcolo sono per forza molto limitate.
Per ottenere immagini di alta qualità
è preferibile trasferire i dati grezzi
raccolti dal sensore, in un computer dove
la potenza di elaborazione è infinitamente
maggiore. A questo scopo è stato creato
il formato CCD RAW (.CRW), che, rispetto
ad un TIFF di pari risoluzione, genera file
di dimensioni inferiori (mediamente del 60%)
e richiede minori intervalli tra due scatti.
Oltre ai dati prodotti dal sensore (1 byte
per pixel), vengono registrati anche il bilanciamento
del bianco, il contrasto ed altri dati, che
verranno successivamente applicati all'immagine
dal software di elaborazione.
Il formato .CRW già ora offre molti
vantaggi rispetto ad altri formati, ma si
prevede che vi potranno essere ulteriori
miglioramenti in futuro.
Formati di lavoro
Con l'arrivo di nuovi programmi, i produttori
tendono a sviluppare formati proprietari
che possono essere letti solo dai loro programmi
e che dovrebbero rappresentare un vantaggio
competitivo. Ma si presenta pure la necessità
di creare un nuovo formato per gestire nuove
procedure e possibilità. D'altra parte
i formati proprietari rappresentano un serio
problema per chi li usa per trasferire un
file da un programma all'altro o per condividerlo
con altri utilizzatori.
Quando si lavora con le immagini, normalmente
si preserva l'originale salvando il file
in un altro formato non compresso, per esempio
il TIFF di cui abbiamo parlato poco sopra.
Presentiamo di seguito alcuni dei formati
più diffusi, nessuno dei quali è
compresso.
PhotoShop (.psd)
Il programma Photoshop ha molte caratteristiche,
come i livelli, che servono solo durante
il lavoro di editing. Per questa ragione
Photoshop ha il suo formato che, alla chiusura
del file, salva tutto il lavoro fatto in
modo da poter riaprirlo e continuare a lavorarci.
Alla fine normalmente si salva l'immagine
in un altro formato come TIFF, JPEG, o BMP.
PICT (.pic)
Questo formato è stato introdotto
con il software MacDraw per Macintosh, e
da allora ne rappresenta lo standard.
BMP (.bmp)
I file BMP usano il formato bitmap per Windows,
che consente di visualizzare le immagini
gestendo i colori dei pixel in modo indipendente
dal metodo usato dal display per rappresentare
i colori.
Altri formati
Molte foto digitali finiscono nel Web o come
allegati alle e-mail. Per tali usi si preferiscono
file piccoli per essere facilmente trasmessi
attraverso internet. Il formato più
usato in questi casi è il JPEG, però
sono stati sviluppati formati rivali come
miglioramenti di JPEGs o per altri usi.
PNG (.png)
Il PNG (Portable Network Graphics), è
stato sviluppato per rimpiazzare il vecchio
GIF ed è supportato sia da Internet
Explorer che da Netscape Navigator. Il PNG,
come il GIF, è un formato con compressione
senza perdita, ma vanta 254 livelli di trasparenza
(il GIF ne supporta solo uno), maggior controllo
sulla brillantezza dri colori, supporta 48
bit per pixel (GIF supporta 8 bit per 256
colori) e tende a comprimersi meglio del
GIF. Il formato non si è mai diffuso
e rimane più che altro una curiosità.
ESP (.esp)
I file EPS (Encapsulated PostScript) usano
un formato sviluppato da Adobe per le stampanti
PostScript e possono essere letti solo da
pochi programmi come Adobe Illustrator. Per
questo motivo questi file vengono creati
alla fine del processo di elaborazione peri
essere trasferiti alle macchine di stampa.
GIF (.gif)
Le immagini GIF (Graphics Interchange Format)
sono largamente usate per il Web ma principalmente
per i disegni, non per le fotografie, e può
supportare fino a 256 colori. Oltre alle
tradizionali caratteristiche della vecchia
versione GIF 87a, la nuova versione GIF 89a supporta alcune capacità aggiuntive:
- Lo sfondo dell'immagine può essere
reso trasparente, semplicemente scegliendo
quale dei colori presenti deve essere reso
trasparente. Quando il browser visualizza
l'immagine, rimpiazza i pixel di quel colore
con i pixel dello sfondo della pagina.
- Le immagini possono essere animate. Il browser
visualizza rapidamente una serie di immagini
una dopo l'altra, simulando il movimento.
Il sistema funziona meglio con immagini vettoriali
ma anche con fotografie, purché "leggere".
Le immagini GIF possono avere al massimo
256 colori, per questo sono più adatte
per disegni, cartoons, grafici, schemi, logo,
e testi che hanno un limitato numero di colori
e non presentano sfumature di colore. Le
GIF sono compresse con una forma di compressione
detta LZW (Lempel-Ziv-Welch).
Per ridurre le dimensione del file .gif si
riduce la profondità di colore a 8
bit ed il numero dei colori a 16 o meno.
Anche le fotografie possono talvolta essere
convertite in GIF senza gravi perdite, specialmente
se rappresentano figure semplici e con poche
sfumature di colore.
Per le immagini in bianco e nero il GIF funziona
altrettanto bene del JPEG perché quasi
tutti i programmi usano 8 bit (256 colori).
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