Tecnica fotografica: Il rumore nelle immagini
digitali
Come la fotografia su film, le immagini digitali
non sono esenti da una certa granulosità
o rumore. Cause del rumore, accorgimenti
per ridurlo, software per filtrare le immagini
con rumore.
Come si presenta il rumore:
Il rumore nelle immagini digitali si evidenzia
in prevalenza come una certa granulosità
o puntinatura monocromatica (luminance noise)
e/o come puntini o macchioline colorate (chroma
noise) evidenti soprattutto nelle aree uniformi
come il cielo, o in ee scure con poco dettaglio.
L'effetto è molto simile a quello delle immagini
da pellicola ad alta sensibilità.
 Il rumore di un sensore aumenta in funzione
della temperatura del sensore stesso, e della
sensibilità ISO impiegata per la ripresa.
Con riferimento alle fotocamere compatte,
con valori ISO fino a 100 il rumore rimane
appena visibile, fino a 200 accettabile,
da 400 e oltre diventa un problema serio.
Le camere reflex professionali sono quasi
esenti da questo problema, disponendo di
sensori più complessi, con dimensioni fino
a 24x36 mm (full frame), oltre che di software
di elaborazione e controllo assai sofisticati.
Le cause del rumore:
Ogni pixel del sensore contiene un diodo
fotosensibile che converte la luce incidente
in un segnale elettrico, che a sua volta
viene elaborato e convertito nel valore cromatico
dello stesso pixel nell'immagine finale.
I segnali elettrici in uscita dal sensore
non sono abbastanza ampi per poter essere
utilizzati, quindi devono essere amplificati,
e più i segnali sono deboli maggiore dovrà
essere il grado di amplificazione. Per una
legge fisica ineludibile, ogni amplificazione
comporta un aumento del segnale utile ma
anche un aumento del rumore originale, più
una certa quantità di rumore introdotto dal
processo stesso.
Un altro fenomeno che genera rumore è
dovuto al fatto che un singolo pixel colpito
dalla stessa quantità di luce in momenti
diversi genera segnali di intensità diversa.
Ciò comporta che pixel adiacenti stimolati
in modo omogeneo danno segnali con una piccola
variabilità statistica, che si traduce in
una certa granulosità (rumore) nella immagine
finale.
Come se non bastasse, anche in assenza totale
di luce i pixel producono un certo segnale
di fondo che genera rumore, a causa della
variabilità del rendimento da pixel a pixel.
Poiché il segnale utile in uscita
dai pixel deve essere molto più ampio
del rumore di fondo per poter essere utilizzabile,
è preferibile avere pixel di dimensioni fisiche
maggiori, perché così il rapporto segnale/rumore
è notevolmente più vantaggioso.
In breve, il livello di rumore è influenzato
dai seguenti fattori:
- Dimensioni del sensore. Un sensore grande
è generalmente meno rumoroso di uno piccolo
- Dimensioni dei singoli pixel. A parità di
dimensioni del sensore, più megapixel
significa più dettaglio ma anche più
rumore
- Sensibilità ISO impiegata. Poca luce
= alto valore ISO = maggiore amplificazione
del segnale = più rumore
- Forte compressione jpeg
- Tempi di posa. Tempi lunghi (1-2 sec.) producono
rumore cromatico
- Temperatura del sensore
- Processi produttivi e materiali impiegati
Prima di scattare
Alcuni accorgimenti possono ridurre il fenomeno
del rumore.
1. Selezionare il valore ISO più basso possibile.
Usando il treppiede si possono impostare
tempi lunghi e grandi aperture.
2. Tenere la fotocamera spenta e al fresco
fino al momento della ripresa per non riscaldare
il sensore.
3. Usare una reflex digitale dotata di sensore
di grandi dimensioni. Una dSLR con sensore
"full frame" a ISO 1600 produce
un rumore paragonabile a quello di una compatta
a ISO 100.
4. La compressione, tipica del formato JPEG,
può aumentare il rumore nell'immagine. Nei
casi in cui sia necessario minimizzare il
rumore in fase di ripresa, un formato non
compresso rimane la scelta obbligata.
Riduzione del rumore
L'effetto negativo di una esposizione lunga
(chroma noise) può essere ridotto di molto
scattando un fotogramma nero (con il copri-obiettivo)
subito prima o subito dopo lo scatto principale,
e poi sottraendolo dalla immagine in un programma
di foto editing. Questo processo viene applicato
in automatico dalle fotocamere più moderne
di gamma medio-alta. Occorre dire che anche
senza questo sistema, le fotocamere di oggi
producono notevolmente meno rumore di quelle
delle prime generazioni.
Riduzione in camera:
Fatta eccezione per le fotocamere da poche
decine di euro, tutte le camere moderne dispongono
di un software interno di controllo del rumore
che si attiva quando si usa una bassa velocità
di scatto. L'efficacia del software dipende
dalla complessità degli algoritmi impiegati.
In pratica il rumore viene abbastanza ridotto
ma certo non eliminato.
Software specifici:
Un programma serio deve essere in grado di
creare dei profili personalizzati tarati
su ogni singola fotocamera per poter esprimere
tutte le sue potenzialità. Ciò che distingue
un software ad alte prestazioni è la capacità
di discriminare tra il rumore vero e proprio
ed il resto dell'immagine, e quindi ripulire
l'immagine senza alterarla nei suoi dettagli.
Fra i migliori in assoluto possiamo citare
NeatImage disponibile in versioni con diverse capacità,
sia come programma indipendente che come
plugin per Photoshop. I prezzi vanno da $30
a $75. Esiste pure una versione free con
funzioni limitate, ma utile per familiarizzarsi
con i comandi.
Un altro valido programma è Noise Ninja. Alcuni esperti lo considerano superiore
a NeatImage, altri sono più cauti, in ogni
caso le prestazioni sono analoghe se non
identiche. Anche Ninja è disponibile in diverse versioni
sia come programma indipendente che come
plugin per i maggiori programmi di elaborazione
delle immagini. Prezzi da $35 a $ 70.

Immagine originale e filtrata con NeatImage
Fotocamera Canon D30 - sensore CMOS - ISO
1600
Fotografia notturna:
Per sua stessa natura la fotografia digitale
notturna comporta una inevitabile presenza
di rumore nelle immagini, dovuta ai lunghi
tempi di esposizione ed agli alti valori
ISO impiegati, ambedue fattori aggravanti
del fenomeno.
In qualche misura il rumore può essere controllato
riducendo i tempi e/o adottando una minore
sensibilità ISO del sensore: un basso valore
ISO significa una risposta più lenta del
sensore e quindi diventa necessaria una esposizione
più lunga, mentre un tempo di esposizione
breve richiede più alti valori di sensibilità.
La migliore combinazione di questi due parametri
dipende essenzialmente dalla specifica fotocamera
che si sta usando, dato che ogni singolo
sensore presenta caratteristiche uniche sotto
il profilo della generazione di rumore. Se
ne deduce che il modo migliore di accertare
quali siano le impostazioni che danno la
migliore risposta sta nella sperimentazione.
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