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Tecnica: Obiettivi


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Obiettivi zoom

Senza dubbio oggi il tipo di obiettivo più popolare è lo zoom, che comprende una ampia gamma di lunghezze focali in un solo obiettivo. Azionare lo zoom significa alterare la relazione tra gli elementi ottici in modo da variare la lunghezza focale. Fra i più diffusi troviamo il 28–80mm, 28–105mm, 70–210mm, 28–200mm e 28–300mm, oltre a molti altri disponibili. Agli estremi delle focali possibili, Pentax offre uno zoom 10–17mm fisheye (angolo vis. 180°), e Nikon in passato proponeva un supertele mostro da 1200­1700mm .

In passato gli obiettivi zoom non fornivano grandi prestazioni, ma oggi possiamo affermare che gli zoom dei maggiori costruttori sono mediamente eccellenti, anche per l'uso professionale. Per loro natura gli obiettivi zoom sono più pesanti degli obiettivi a lunghezza focale fissa, ed anche più lenti. Vi sono anche zoom veloci con apertura f/2.8, ma a costi notevolmente alti, e per questo motivo i più diffusi hanno una apertura massima fra f/3.5 e 5.6. Molti zoom hanno l'apertura massima variabile: un 70–210mm f/4–5.6 ha una apertura massima di f/4 a 70mm e f/5.6 a 210mm. Il sistema di esposizione TTL compensa automaticamente, ma se si usa un sistema di misurazione manuale occorre regolare l'esposimetro in posizione wide o tele per scegliere l'apertura.

Non tutti gli zoom sono veri zoom. I veri zoom mantengono il fuoco per tutta l'escursione dello zoom, mentre gli zoom a focale variabile perdono il fuoco ogni volta che la lunghezza focale viene cambiata. Con le camere AF (Auto Focus), questo non è un problema, ma se si usa il comando del fuoco manuale occorre aggiustare il fuoco ad ogni minima variazione della focale. Generalmente gli zoom che hanno l'apertura massima variabile sono del tipo a focale variabile.

Alcuni obiettivi zoom hanno ghiere di comando separate per lo zoom e per il fuoco, mentre altri sono del tipo "one-touch", in cui una sola ghiera comanda lo zoom scorrendo avanti e indietro, ed il fuoco con la rotazione. La scelta dipende dalle preferenze personali, ma prima di comprare è sempre meglio verificare se i comandi sono facili da azionare.

Uno degli effetti speciali ottenibili con lo zoom è il cosiddetto "effetto esplosione" prodotto azionando lo zoom durante una esposizione lunga.







Obiettivi speciali

I veri Obiettivi Macro sono specificamente progettati per la fotografia macro o close-up, adatti a mettere a fuoco un soggetto tanto vicino da produrre sul sensore una immagine a grandezza naturale (1:1). Naturalmente queste immagini possono essere ulteriormente ingrandite per la stampa o per la proiezione. Gli obiettivi macro sono ottimizzati otticamente per questo impiego (gli obiettivi standard sono ottimizzati per riprese a media distanza) e producono immagini di qualità superiore in questo tipo di fotografia.

Si possono dividere gli obiettivi macro in tre categorie: lunghezze focali normali (50mm o 60mm), telefoto corti (da 100mm a 105mm), e telefoto (180 o 200mm). Gli obiettivi macro a focale lunga producono l'ingrandimento voluto a grande distanza, adatti a riprese di soggetti che non possono essere avvicinati troppo.

Molti obiettivi zoom vengono presentati come macro, ma pochi lo sono realmente. Riescono a mettere a fuoco soggetti vicini tanto da produrre immagini 1/3 o 1/4 della grandezza naturale, e non sono corretti per il lavoro in macro.

Gli Obiettivi Fisheye hanno la più corta lunghezza focale di tutti (6–16mm), con angoli di visuale tanto ampi (180° o più)da produrre immagini rotonde invece delle normali rettangolari. I fisheyes producono una distorsione a barile tanto grande da rendere curve tutte le linee dritte che non passano attraverso il centro, compresa la linea dell'orizzonte se si inclina la camera in basso o in alto.

Vi sono due tipi di fisheye: circolari e full-frame. I fisheye circolari producono la tipica immagine rotonda a 180°, i full-frame "ritagliano" un rettangolo entro l'immagine circolare. Inoltre vi sono anche adattatori fisheye che vengono fissati davanti ai normali obiettivi grandangolo e producono immagini ad effetto fisheye.


Poiché il primo elemento ottico di un obiettivo fisheye è sferico invece che quasi piatto, risulta difficile usare i normali filtri filettati. Per questo motivo molti fisheye hanno filtri interni (colorati o ND), o uno slot per inserire piccoli filtri.

Gli Obiettivi a Correzione Prospettica (PC) facilitano la fotografia architettonica permettono di evitare le linee convergenti degli edifici. Quando si inclina in alto la fotocamera il piano del sensore non è più parallelo al piano del soggetto, quindi nella foto le linee verticali risultano convergenti in alto. Gli obiettivi PC hanno il primo elemento che può essere inclinato in alto o in basso, a destra o a sinistra. Risulta così possibile tenere la camera orizzontale ed inclinare solo l'elemento mobile per avere l'intero edificio nell'inquadratura. Dato che il piano del sensore rimane parallelo al soggetto, non si verifica la convergenza delle linee architettoniche. Questi obiettivi sono generalmente dei grandangoli di 24–35mm, perché con focali più lunghe sarebbe difficile far entrare nell'inquadratura un palazzo senza inclinare in alto la camera.

Questo tipo di ottica è stata molto usata nella fotografia tradizionale analogica, ma sta perdendo importanza nella odierna fotografia digitale dove, senza dover investire in ottiche speciali, le distorsioni geometriche possono essere facilmente corrette in post produzione.

Gli Obiettivi soft-focus, come suggerisce il loro nome, producono immagini soft, calde, soggetti quasi risplendenti di luce propria. L'effetto è molto gradevole, assai diverso dall'effeto di una immagine sfocata o offuscata dal movimento della camera o del soggetto. L'effetto è maggiore alla massima apertura e decresce chiudendo il diaframma. La maggior parte di questi obiettivi hanno un comando che permette di controllare il grado di aberrazione sferica (e quindi dell'effetto soft-focus) da massimo a zero.

L'effetto soft-focus può essere simulato facendo una doppia esposizione con un normale obiettivo. Si fa la prima esposizione del soggetto perfettamente a fuoco, e la seconda spostando il fuoco davanti o dietro al soggetto. Naturalmente le due esposizioni devono essere perfettamente sovrapposte, perciò è meglio montare la camera su un treppiede per evitare minimi movimenti tra la prima esposizione e la seconda.





Flare, Distorsioni, Vignetting

I moderni obiettivi comprendono lenti con rivestimenti anti riflesso che riducono fortemente il problema dei bagliori dovuti alla luce che viene riflessa dalle pareti interne dell'obiettivo. Ma i bagliori possono ancora manifestarsi quando si fotografa in controluce, e la luce colpisce direttamente la prima lente.

Il problema è spesso risolto con l'uso del paraluce che permette di raccogliere solo la luce riflessa dal soggetto. Oltre che dai raggi non voluti, il paraluce protegge la prima lente anche da urti, pioggia e impronte digitali. Comunque, i bagliori di luce possono anche essere usati per creare effetti suggestivi. In tali casi è preferibile usare un grandangolo e una piccola apertura per ottenere un bagliore modesto e che non invada troppo l'immagine.

La distorsione si manifesta in due forme: a cuscino e a barile. Nella distorsione a cuscino le linee rette vicine ai bordi della immagine si curvano verso l'interno, invece nella distorsione a barile le linee rette risultano curve verso l'esterno. Queste distorsioni sono spesso evidenti nelle foto riprese con lo zoom, con la distorsione a barile che si manifesta alle focali corte, e la distorsione a cuscino alle focali lunghe.

Se un obiettivo produce distorsioni non resta molto da fare, se non comporre l'immagine evitando di inquadrare linee diritte ai bordi dell'immagine. Generalmente questo fenomeno risulta più evidente negli obiettivi zoom delle camere digitali compatte e con le DSLR meno costose, mentre gli obiettivi di alta gamma sono ben corretti.

La vignettatura si manifesta con l'oscuramento degli angoli o anche delle zone periferiche dell'immagine. La causa può essere un paraluce troppo lungo, ma può anche essere un problema intrinseco dell'obiettivo, più evidente negli zoom ad alto rapporto, come nel caso di un 28–200mm. Una vignettatura intrinseca generalmente si elimina usando piccole aperture.



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