Tutti gli obiettivi con focale minore di
21mm sono considerati "grandangolo".
Come suggerisce il loro nome, i grandangolo
"vedono" con un angolo visuale
più ampio degli obiettivi "normali"
e hanno una lunghezza focale più ridotta.
Un obiettivo con focale "normale"
da 35mm ha un angolo visuale di 63°,
contro i 46° di un 50mm, fino ai 114°
di un grandangolo da 14mm. Le camere digitali
con sensori più piccoli di 24x36mm
catturano solo una porzione dell'immagine
proiettata da un obiettivo progettato per
il formato 24x36mm, quindi a parità
di lunghezza focale, l'obiettivo non può
avere un angolo visuale ampio come in una
camera 35mm, a film o digitale full frame.
Vi sono molti buoni motivi per usare il grandangolo.
Il più ovvio è quello di catturare
l'intera scena con un obiettivo normale quando
non ci si può allontanare abbastanza
dal soggetto. Un altro è catturare ampie
scene panoramiche, oppure di esagerare le
dimensioni di un oggetto in primo piano avvicinandosi
molto ma comprendendo l'intera scena nella
composizione.
Gli obiettivi grandangolari distorcono la
prospettiva? Si, ma solo se la camera si
avvicina troppo al soggetto. La lunghezza
focale di per sè non altera la prospettiva,
le distorsioni si manifestano solo quando
la distanza camera-soggetto si riduce troppo.
Infatti una focale corta esalta le dimensioni
dei primi piani in relazione agli elementi
dello sfondo, espandendo la loro distanza
apparente.
Teleobiettivi
Per convenzione si definiscono teleobiettivi
quelli che hanno una lunghezza focale superiore
a 50mm nelle camere 35mm. Le focali più
comunemente usate comprendono 85mm, 100mm,
135mm, 200mm, 300mm e 400mm (600mm o più
per fotografare animali selvaggi). Le massime
lunghezze disponibili sono attorno ai 1200mm
per applicazioni speciali.
La funzione primaria di un teleobiettivo
è quella di avvicinare il soggetto
a noi quando noi non possiamo avvicinarci
al soggetto. La fotografia sportiva e naturalistica
sono i due esempi più comuni. I teleobiettivi
corti (85–135mm) sono ideali per i
ritratti perché producono una corretta
dimensione della persona ad una distanza
che conserva una buona prospettiva. Infatti
con una focale corta bisogna avvicinarsi
troppo al soggetto fino a provocare alterazioni
prospettiche come nasi lunghi ed effetti
quasi comici. Invece con focali lunghe occorre
allontanarsi fino ad avere la giusta dimensione
del soggetto con la perdita del senso di
profondità. E' noto infatti che i
teleobiettivi appiattiscono le immagini facendo
quasi scomparire le distanze tra i vari elementi
presenti nella foto.
I teleobiettivi amplificano i movimenti della
camera, oltre che le immagini, perciò
quasi sempre sono dotati di un "piede"
da agganciare sopra un cavalletto. Infatti
questi obiettivi sono quasi sempre più
pesanti del corpo-macchina, quindi il piede
viene a trovarsi sotto il punto di equilibrio.
Canon, Nikon e altri costruttori, offrono
teleobiettivi dotati di stabilizzatore di
immagine che, entro certi limiti, permette
di ottenere immagini nitide anche senza cavalletto.
Si tratta di dispositivi molto efficaci nei
casi in cui non sia possibile usare il treppiede,
che comunque resta sempre l'opzione migliore.
La profondità di campo dei teleobiettivi
risulta ridotta, un fatto sfruttato dai fotografi
ritrattisti che spesso utilizzano focali
di media lunghezza e con grandi aperture
in modo da ottenere uno sfondo completamente
sfocato sul quale risalta meglio il viso
della persona ritratta.
Un teleobiettivo veloce molto apprezzato
dai fotografi sportivi e naturalisti, è
il 600mm f/4, adatto per uso professionale,
ma molto costoso (oltre 8.000 €). Chi
non può permetterselo ha altre alternative,
come un veloce 200mm f/2.8 (molto meno costoso
di un 400mm) e un duplicatore di focale (o
convertitore) 2X, con cui si ottiene un 400mm
f/5.6. Un convertitore 1.4X provoca la perdita
di apertura di uno stop, un 2X perde due
stop, ma si acquista un aumento della lunghezza
focale di 1.4X o 2X, mantenendo la stessa
distanza minima di fuoco; in pratica è
come avere a disposizione due obiettivi per
un costo inferiore ad un 400mm veloce.

Il teleobiettivo a specchio, o reflex, è
un tipo particolare di ottica a grande lunghezza
focale ma di lunghezza fisica ridotta, in
cui la luce viene riflessa avanti e indietro
da specchi interni. Più corti e leggeri
degli obiettivi convenzionali a rifrazione
di pari lunghezza focale, hanno una distanza
minima di fuoco molto più ridotta,
sono meno costosi ma anche considerati meno
performanti in termini di nitidezza. Molti
obiettivi a specchio non hanno il diaframma,
perciò l'esposizione è controllata
con la velocità di otturazione e con
l'uso di filtri ND (Neutral Density). In
passato i primi obiettivi reflex erano molto
fragili, ma anche quelli odierni vanno trattati
con una certa cura. Oggi la maggior parte
degli obiettivi a specchio sono del tipo
catadiottrico, di costruzione ancora più
compatta, che oltre agli specchi contengono
anche i normali elementi ottici a rifrazione.
Le caratteristiche ottiche delle attuali
fotocamere digitali derivano direttamente
da quelle delle tradizionali camere a film.
Questo risulta vantaggioso per quei fotografi
che dispongono di un completo arsenale di
ottiche utilizzabili anche sulle nuove DSLR.
Purtroppo la maggior parte delle DSLR in
commercio sono dotate di sensori più
piccoli del normale formato 24x36. Il risultato
è che il sensore "vede"
solo una parte dell'immagine proiettata dall'ottica,
in pratica l'angolo di visuale effettivo
risulta ridotto. Quanto ridotto dipende da
quanto più piccolo è il sensore
rispetto al formato di un fotogramma da 35mm.
La Canon EOS-1Ds e la Nikon D3 hanno sensori
"full-frame", e quindi gli obiettivi
avranno lo stesso comportamento, con lo stesso
angolo di visuale di una tradizionale SLR
35mm a film.

Le Nikon D300, D40X e D80, la Fujifilm FinePix
IS Pro, la Pentax K100D, la Sony A700, hanno
un "fattore telefoto" (crop factor)
1.5X, ossia l'obiettivo produce un effetto
come se la sua lunghezza focale fosse moltiplicata
per 1.5. Per esempio, un obiettivo da 100mm
su una Nikon D300 produce lo stesso angolo
visivo (stesso ingrandimento) di un 150mm
su una Nikon D3. Questo fenomeno è
apprezzato dai fan della fotografia tele,
dato che qualsiasi obiettivo diventa in effetti
1.5 volte più lungo, ma per lo stesso
motivo diventa un problema per chi usa prevalentemente
il grandangolo.