Tecnica fotografica:
Immagini HDR (High
Dynamic Range)
L'occhio umano può distinguere valori
di luminosità massima/minima con un
rapporto di circa 10.000:1, mentre una scena
soleggiata può facilmente arrivare
ad un range dinamico di 100.000:1. Le immagini
riprodotte dal monitor o stampate su carta,
hanno un range dinamico di solo 255:1. Ecco
perché molte immagini riprese in pieno
sole presentano spesso aree completamente
nere ed aree completamente bianche.
Il range dinamico dei sistemi ora in uso:
In fotografia noi usiamo una fotocamera,
una scheda di memoria, un monitor e/o la
carta stampata. La gamma dinamica di ogn'uno
di questi tre stadi (cattura, memoria, output)
gioca un ruolo chiave per la qualità
del risultato. In generale le tecnologie
con una gamma dinamica maggiore producono
risultati più realistici.
Se il range dinamico
di una scena è
troppo ampio per
uno dei tre stadi
coinvolti
nel processo, qualcosa
deve essere sacrificato;
si deve rinunciare
ai dettagli o nelle
zone
d'ombra o nelle zone
luminose, come si
vede
nel seguente esempio.

All'orizzonte si intravvede il digitale HDR:
E' facile immaginare che entro il prossimo
decennio assisteremo alla transizione verso
il sistema HDR. I grandi produttori di hardware
sono in gara per portare sul mercato la prima
vera fotocamera HDR, capace di catturare
fedelmente anche le scene con il contrasto
più forte. Questo sarà un evento
con un forte impatto su tutti gli aspetti
della produzione di immagini, compresa la
cattura, la memorizzazione, l'editing e l'output.
Un primo tentativo
in questa direzione
è
stato fatto da Fuji
con la camera S3
Pro
che monta il SuperCCD.
Questo sensore ha
fotodiodi di dimensioni
standard ad alta
sensibilità
e altri di dimensioni
minori a bassa sensibilità;
quando
i segnali dei due
tipi sono combinati
dal
software il risultato
è un'immagine
con un più
ampio range dinamico.
Le
immagini prodotte
da questo CCD non
sono
spettacolari ma è
comunque un inizio.

Possiamo presumere che alla fine le camere
compatte perderanno il flash. Chiunque usi
una piccola compatta impara presto che generalmente
le foto riescono meglio se NON si usa il
flash. Oggi i sensori stanno diventando sempre
più sensibili, le camere sempre più
piccole, i sistemi di misurazione della luce
sempre più precisi ed affidabili.
Se a tutto questo aggiungiamo un aumento
del range dinamico, il flash diventa più
un optional che una necessità.
Anche le fotocamere
professionali offriranno
maggiori capacità
di produrre immagini
HDR, per esempio
combinando automaticamente
immagini multiple
riprese con diverse
esposizioni,
con o senza il flash,
o in diverse combinazioni
di illuminazione.

Alcuni dati tecnici
Il sistema HDR consiste sostanzialmente nel
produrre un file di immagine che contenga
molte più informazioni di quante uno
schermo di computer possa riprodurre. Un
normale file bitmap (per es. un JPEG prodotto
dalla nostra camera) memorizza ogni pixel
con tre valori (per rosso, verde e blu) a
8 bit, che insieme danno il colore del pixel.
Ciò significa circa 16 milioni
di differenti colori, cioè una definizione
un po' più alta di quanto uno schermo
medio possa riprodurre.
Un file digitale
RAW tipicamente contiene
10 o 12 bit
per pixel, cioè
da quattro a otto
volte più
definizione
(per ogni bit in
più raddoppiano
i
valori possibili).
Non stiamo parlando
di
risoluzione, ma di
valori di luminosità,
per questo motivo
solitamente si scatta
in
RAW, se si dispone
di abbastanza spazio
di
memoria, in modo
da poter poi correggere
l'esposizione e rivelare
i dettagli nelle
aree in luce ed in
ombra che andrebbero
definitivamente
persi con il formato
JPEG.
Infine, in una immagine
HDR i pixel sono
memorizzati come
valori a 16 o 32
bit. In
pratica significa
che possono contenere
abbastanza
informazioni da descrivere
ogni minima variazione
dal buio assoluto
fino ad una luminosità
mille volte più
del sole, invece
che
eliminare i valori
ai due estremi, come
avviene
nel formato JPEG.
In pratica
Se una immagine HDR
non può essere
riprodotta fedelmente
dal monitor di un
computer,
a che serve? E' proprio
questo il punto.
Un file HDR può
in teoria contenere
tutto il range di
luminosità
che esiste
al mondo che, anche
se non può
essere
riprodotto così
com'è, è
pur sempre presente
e può essere
utilizzato
per recuperare i
dettagli nascosti.
Una volta
eseguite le opportune
elaborazioni, il
file
può essere
convertito in un
formato
utilizzabile.
Tone mapping
La maggior parte
dei monitor LCD o
CRT (e
naturalmente le stampe
su carta) sono media
a basso range dinamico
(LDR), perciò
se si vuole visualizzare
una immagine HDR
si deve necessariamente
convertire l'ampio
range dell'immagine
in un rage inferiore
compatibile con il
monitor in uso. Questo
processo è
definito mappatura dei toni, ed è eseguito con l'ausilio di un
algoritmo più o meno sofisticato,
con lo scopo di conservare l'aspetto originale
dell'immagine HDR.
In qualche maniera
con la mappatura
dei toni
si persegue lo stesso
obiettivo della tecnica
di combinare insieme
due o più
immagini
con diversi gradi
di esposizione, come
descritto
più avanti.
Le alternative
La prima alternativa consiste nel ben noto sistema di produrre
immagini multiple della stessa scena, ma
con diversi valori di esposizione (exposure
bracketing), per poi fonderle insieme in
una sola immagine ad alto range dinamico.
Per questo scopo possiamo utilizzare anche
il normale formato JPEG.
Per esempio, se dobbiamo
riprendere un panorama
in pieno sole, che
comprende alberi
e cespugli
in primo piano, delle
case a media distanza
e sullo sfondo montagne
e cielo, dovremo
scattare diverse
foto scegliendo diverse
velocità di
otturatore in modo
da
esporre correttamente
tutti gli elementi
presenti nella scena.
Naturalmente è
imperativo l'uso
del
cavalletto per ottenere
immagini perfettamente
sovrapponibili. Diciamo
che ora abbiamo tre
immagini: nella prima
l'esposizione è
regolata per l'ombra
dei cespugli, nella
seconda per le case
e le montagne, nella
terza per il cielo
e le nuvole molto
luminose.
A questo punto possiamo
scegliere tra due
soluzioni per ottenere
la nostra immagine
perfetta. Con la
prima si procede
come descritto,
se pur sommariamente,
nella pagina dedicata
al bracketing. Occorre dire che questa soluzione richiede
l'uso di un editor di immagini dotato dei
livelli, e richiede anche del tempo ed una
certa dimestichezza con il fotoritocco.
La seconda opzione è molto più semplice e sbrigativa.
Basta andare al sito www.hdrshop.com che distribuisce, oltre al software HDRShop
2.0 in versione commerciale a 399 USD, anche
la versione precedente 1.0 con licenza freeware per uso privato. Si tratta di un programmino
(860 Kb) molto semplice da utilizzare e che
non richiede installazione. Basta scaricarlo
sul Desktop e cliccare sull'icona per aprirlo.
Il programma è sicuro e garantito
privo di malware.
Breve tutorial
Aperto il programma,
appare una interfaccia
vuota. Cliccare Create
> Assemble HDR
from Image Sequence.
Nella finestra che
si
apre cliccare il
pulsante "Load
Images",
scegliamo le immagini
dalla nostra cartella,
> Apri.

Il programma analizza
le immagini e automaticamente
le dispone dalla
più scura
alla più
chiara. Il solo dato
che dobbiamo inserire
è quello dell'intervallo
di esposizione
che abbiamo scelto
al momento dello
scatto.
Nel caso in esempio
era di 1 stop. Cliccando
il relativo pulsante
notiamo che nella
colonna
Abs. Stops i valori
sono cambiati di
conseguenza.

 Per finire, premere il pulsante Generate
Image, e il gioco è fatto. Si apre
l'immagine finale, risultante dalla combinazione
delle tre immagini sorgente. In sostanza,
il software non fa altro che sovrapporre
le tre immagini sorgente, salvare da ogn'una
l'area correttamente esposta e poi assemblare
le aree salvate in un'unica immagine finale.
Un beneficio ulteriore
di questa tecnica
di elaborazione delle
immagini è
quello
di ridurre sensibilmente
il livello di rumore
digitale. Sovrapponendo
le tre immagini,
i pixel di rumore
si annullano a vicenda,
o quasi.
Ultimo passo: l'immagine
ottenuta è
ad alto range dinamico,
inadatta per gli
usi ordinari. Dobbiamo
quindi convertirla
in immagine LDR (low
dynamic range). Dal
menu principale cliccare
File > Save as...
Dalla finestra che
si è aperta
scegliamo
JPEG (o altro formato).
Per chi non ha problemi con l'Inglese, nel
sito www.HDRShop.com si trova anche una pagina
di tutorial con una descrizione più
dettagliata dei vari comandi e funzioni.
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