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Tecnica fotografica: Fotografare i gioielli





Fotografare oggetti di gioielleria richiede una abilità particolare che merita qualche riflessione, sia che lo facciamo per il gusto di farlo, o per motivi più utilitaristici. Infatti in caso di furto è opportuno avere le immagini dei nostri beni. Oppure potrebbe diventare una vera attività professionale.



I gioielli, le pietre, i metalli preziosi sono per loro natura materiali che riflettono la luce in modo peculiare e diverso dai normali oggetti. Per questo motivo è necessario usare una fotocamera in modalità manuale. Infatti il software di controllo delle camere digitali è progettato per adeguarsi alle condizioni ambientali di illuminazione nella maggior parte dei casi, ma sarebbe tratto in inganno dalle superfici molto riflettenti. 

Vediamo in dettaglio i vari comandi.
Apertura del diaframma: Permette di controllare la profondità di campo che deve essere estesa nel caso di orologi o altri oggetti relativamente grandi (apertura f11, meglio f16, ideale f22). A tal fine si preferisce operare in modalità "A" (priorità di apertura) e cercare la minor apertura (alto valore di f) compatibile con la luminosità del soggetto ritratto.

Velocità dell'otturatore: In modalità automatica la lucentezza di un diamante sarebbe interpretata come se la camera fosse puntata verso il sole, e l'esposizione automatica ridurrebbe troppo la luminosità dell'immagine. Al contrario, l'onice verrebbe sovraesposto perché si tratta di una pietra poco riflettente.

Bilanciamento del bianco: Tutte le camere digitali hanno il bilanciamento automatico. Le impostazioni comunemente disponibili sono Automatico - Luce solare - Fluorescente - Incandescente.

Tali impostazioni sono approssimative e non permettono un perfetto bilanciamento per un tipo di illuminazione inconsueto. Sarebbe preferibile disporre di una camera con un bilanciamento "Custom" adattabile a luci particolari. In caso contrario si rischia di ottenere colori o sfumature imprevedibili.

Fuoco manuale: Praticamente tutte le fotocamere digitali compatte hanno il dispositivo di focalizzazione automatico che funziona egregiamente nella maggior parte dei casi. Invece, nei casi particolari come la macrofotografia, risulta più pratico usare il comando manuale per sfruttare meglio la profondità di campo disponibile.

Megapixel: Non si dovrebbe mai acquistare una fotocamera basandosi solamente su questo parametro, ma tenere conto di molte altre caratteristiche. Oggi anche le compatte economiche dispongono di 4-6 megapixel, più che abbastanza per ottenere ottime stampe di grande formato.

RAW: Questo è un caso tipico in cui risulta vantaggioso adottare il formato RAW. Infatti il file prodotto dalla fotocamera non viene elaborato in-camera, lasciando quindi al fotografo il pieno controllo su tutti i parametri di esposizione, permettendo interventi molto più precisi in post produzione.


Digitale o pellicola?

Quanto al risultato finale non vi sono grandi differenze, tuttavia si tenga presente che generalmente le immagini digitali hanno bisogno di qualche intervento in post-produzione.

Nitidezza: Le dimensioni inferiori del CCD rispetto ad un fotogramma 35mm comportano la necessità di intervenire sulla nitidezza delle immagini. Questo processo viene eseguito automaticamente dalla fotocamera ma spesso la nitidezza ottenuta non è sufficiente e richiede un ulteriore intervento con un programma di fotoediting.

Contrasto: Le camere digitali producono immagini con poco contrasto. Ancora, il software interno interviene, ma per ottenere un livello di contrasto ottimale è necessario agire manualmente a posteriori.
Dover correggere le immagini digitali potrebbe sembrare uno svantaggio, in realtà consente di calibrare perfettamente l'immagine in tutti i suoi aspetti, eliminare o ridurre un difetto o mettere in risalto una caratteristica.



Regole generali
Il platino, l'argento e l'oro bianco non vanno mai fotografati su sfondo chiaro, ma contro uno sfondo grigio chiaro o grigio scuro o nero.

L'oro giallo risalta perfettamente sia su sfondo bianco che nero.

I diamanti e le altre pietre tagliate, oltre alla illuminazione diffusa, richiedono un raggio di luce diretta per produrre i tipici bagliori colorati.

Le immagini con sfondo scuro richiedono molto meno contrasto delle immagini con sfondo chiaro.




Riflessi

Gestire correttamente i riflessi permette di aggiungere una nota di vivacità alla fotografia, ma senza esagerazioni o si rischia di produrre un effetto irrealistico. E' necessario curare attentamente l'illuminazione con l'impiego di materiali diffusori per ottenere una illuminazione uniforme.

Quando si fotografano due o più oggetti insieme bisogna fare attenzione che non si riflettano l'uno sull'altro, o peggio, che riflettano il fotografo o la fotocamera.

Il riflesso dell'oggetto sul suo supporto può generare uno straordinario effetto.

foto con riflesso



Illuminazione

I prodotti di gioielleria sono particolarmente difficili da fotografare a causa delle superfici che riflettono fino al 99% della luce incidente, e ciò rende improponibile l'uso del flash.

La soluzione comunemente adottata consiste nell'uso di luce neutra continua e diffusa per illuminare l'oggetto in modo uniforme e poter riprodurre tutti i colori dei diversi elementi del gioiello.

I riflessi violenti si evitano usando una tendina in materiale translucido che crea una illuminazione diffusa ed omogenea.

Se nella foto è compresa una gemma si usa anche un fascio di luce diretta con un angolo di incidenza adatto ad esaltarne i riflessi colorati.


illuminazione a luce diffusa



Illuminazione con luce diffusa + una lampada diretta sulla pietra del pendente per esaltane i riflessi colorati.
lampada circolare per gioielli



Oggetti molto piccoli sono ripresi attraverso l'apertura centrale di una lampada circolare.








Consigli pratici

Un soggetto fotografato su sfondo chiaro tende a risultare sottoesposto. In questi casi si usa la compensazione dell'esposizione (EV) presente in tutte le fotocamere, fino ad ottenere un'immagine con lo sfondo bianco.

Molte fotocamere non professionali non hanno il comando manuale del fuoco. In tal caso occorre accertarsi che il soggetto sia compreso nel crocino AF. Leggi il libretto delle istruzioni della fotocamera per usarlo correttamente.

Anche il treppiede più economico produce una grande differenza nella nitidezza dell'immagine, tanto più evidente quanto più ci si avvicina al soggetto. Un solido treppiede di tipo professionale sarebbe il massimo, ma per ridurre di molto le vibrazioni va benissimo anche l'autoscatto.

E' raro che un'immagine esca perfetta dalla fotocamera. E' quasi un obbligo usare un programma di fotoritocco, anche uno poco costoso, o anche un programma gratuito, che permette di ritagliare l'immagine, aggiustare l'esposizione, aumentare la nitidezza, regolare il contrasto, scegliere le dimensioni, in 1-2 minuti di lavoro. Un minuto speso per l'editing vale quanto un'ora di preparativi in termini di qualità finale dell'immagine.



Impariamo dai nostri stessi errori. Spesso, vedendo una nostra foto mal riuscita, ci domandiamo cosa è andato storto e vorremmo avere preso appunti sulle impostazioni della fotocamera. Non tutti sanno che ci pensa la fotocamera a prendere appunti per noi. Quando si usa il visualizzatore di immagini di Windows, basta cliccare col tasto destro sull'immagine e poi Proprietà>Riepilogo>Avanzate>>. Nella finestra che si apre vedremo un riepilogo dei parametri di ripresa impiegati per quella foto.

In questo modo risulta più facile individuare la causa del difetto. Queste informazioni, conosciute come dati EXIF, sono presenti in tutte le immagini digitali ma possono essere alterate o cancellate quando l'immagine viene modificata con i programmi di fotoediting.

dati exif


Per finire, nessuna lezione teorica potrà mai sostituire l'esperienza diretta. Come sempre non bisogna mai stancarsi di provare e riprovare, fino ad ottenere risultati accettabili.





 








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