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Tecnica fotografica: La composizione
Cosa distingue una fotografia da una bella
fotografia? Per secoli i pittori hanno adottato
alcune regole nella composizione spaziale
delle loro opere, e le stesse regole si applicano
tuttora alla fotografia come a tutte le arti
visive. Naturalmente le regole possono essere
seguite o infrante, ma per infrangere una
regola occorre prima conoscerla ed avere
un buon motivo per farlo. Vediamo dunque
cosa dicono queste antiche regole e come
si applicano alla fotografia.
Composizione
Comporre una buona immagine non è
facile. Insegnare poi ad altre persone come
realizzare composizioni interessanti lo è
ancor meno. La composizione è uno
degli argomenti più complessi che
si possano affrontare in fotografia, infatti
essa non è dettata solo da regole
"matematiche" ma subisce modifiche
e influenze dall'interpretazione personale
e dal gusto estetico del fotografo che si
cimenta nella realizzazione.
Questo articolo non vuole essere una guida
rigida alla realizzazione di composizioni
perfette, ma solo una mini panoramica sui
vari metodi realizzativi e magari una spinta
verso la sperimentazione.
Nel realizzare una buona composizione, e
quindi una buona fotografia, sono comunque
da tener presenti quattro concetti generali
che ritengo fondamentali:
- Comporre una immagine non significa necessariamente
mettere il soggetto principale al centro
dell'inquadratura.
- Decentrare la posizione del soggetto permette
di realizzare immagini più interessanti
e meno banali.
- Non avere mai fretta di scattare, ma concedersi
il tempo necessario per verificare l'inquadratura
ed "esplorare" la scena con l'obiettivo.
- Cercare, per quanto possibile, di isolare
il soggetto dal suo contesto facendo rientrare
nell'inquadratura, e quindi nella composizione,
un numero minimo di elementi indispensabili.
Dedicare tanta attenzione alla realizzazione
della composizione suggerisce che ci sia
più di un modo di comporre una scena.
La stessa scena, infatti, può essere
vista e composta in modi diversi, soprattutto
da chi possiede un occhio allenato. In realtà,
esplorando la scena che vogliamo ritrarre,
non dobbiamo far altro che cercare, tra le
tante possibili soluzioni, la composizione
ideale, cioè quell'insieme di elementi
che faremo rientrare nell'inquadratura, che
risulterà piu efficace ed immediata
a rappresentare al meglio la scena stessa.
Da quanto detto si evince facilmente che
ciascuna delle varie combinazioni che decideremo
di provare avranno un effetto determinante
nel fare apparire l'immagine finale in modo
più o meno interessante.
Allo scopo di valutare e sperimentare le
possibili soluzioni, analizziamo quelle regole
che vanno mandate a memoria, assimilate e
quindi digerite. Considerate che queste regole
bisogna impararle per poi dimenticarle, nel
senso che ogni qualvolta ci troveremo a scattare
una foto non dovremo soffermarci a ricordarle,
ma esse verranno utilizzate in automatico
dalla nostra mente, come una cosa naturale.
La regola dei terzi
Un importantissimo aspetto da valutare in
fase di realizzazione compositiva è
la cosiddetta regola dei terzi. Questa regola
esige che l'immagine venga divisa in tre
parti uguali e che di conseguenza poi componiamo
l'immagine seguendo la sua logica.
Come fare.
Immaginate di tracciare due linee verticali
equidistanti dai margini laterali e due linee
orizzontali equidistanti dai margini superiore
ed inferiore dell'inquadratura, in modo da
formare una specie di griglia che divide
l'immagine in tre colonne verticali uguali
e tre righe orizzontali uguali.
Adesso, esplorando la scena, inquadrandola,
bisognerà fare in modo che il soggetto
principale della fotografia venga collocato
nel primo terzo del margine inferiore o superiore,
oppure in quello alla destra o alla sinistra
del margine laterale. L'importante è
che esso risulti posizionato in coincidenza
con uno dei vertici del rettangolo centrale
che viene creato dalle quattro linee immaginarie.
Nel caso di paesaggi, sarà opportuno
far rientrare la linea dell'orizzonte nel
terzo inferiore, se si vuol dare maggiore
risalto al cielo, o in quello superiore se
vorremo lasciare più spazio a ciò
che sta in basso: il terreno o il mare.
Un consiglio spassionato per i paesaggi:
in presenza di un cielo completamente sgombro
da nuvole, spostate la vostra attenzione
verso il terreno o il mare. Per quanto possa
sembrare bello l'azzurro del cielo, tenete
presente che le superfici uniformi prive
di particolari interessanti, fotograficamente
parlando non danno mai buoni risultati, risultano
alquanto "noiosi" alla vista.
La regola aurea
La Regola Aurea acquisì una certa
importanza durante il Rinascimento, quando
fu spesso utilizzata da alcuni grandi maestri
della pittura. In realtà essa fu scoperta
ed utilizzata nell'antica Grecia.
La Regola Aurea afferma che la parte più
importante di una immagine deve essere collocata
vicino all'angolo in basso a destra dell'inquadratura,
in modo tale che un quarto dell'immagine
si "protenda" verso l'alto ed un
altro quarto si "allunghi" verso
sinistra.
Ma perché proprio nell'angolo in basso
a destra? Sostanzialmente perché, in teoria,
noi "leggiamo" le immagini allo
stesso modo in cui leggiamo un testo scritto:
da sinistra verso destra e dall'alto verso
il basso. Dal momento che la nostra "lettura"
termina nell'angolo in basso a destra, allora
questa è proprio la zona in cui noi
concentreremo la nostra attenzione per un
periodo di tempo maggiore, oppure dove ci
soffermeremo maggiormente prima di girare
pagina.
Nella immagine seguente possiamo notare come
la regola aurea sia stata rispettata in pieno,
facendo esaltare notevolmente l'effetto scenografico.

Le linee guida
Le linee che "guidano" l'occhio
nella composizione, e quindi all'interno
dell'immagine, rappresentano un altro metodo
classico di comporre una fotografia. Il tipico
esempio è quello di una strada, o
dei binari della ferrovia, che "guidano"
letteralmente il nostro occhio verso l'orizzonte.
Nella fotografia di paesaggio potremo non
trovare strade o ferrovie, a meno che decidiamo
di includerli deliberatamente nelle nostre
immagini e quidi scattare solo là
dove esse esistono.
Per fortuna abbiamo però la possibilità
di utilizzare altri elementi per ottenere
un effetto simile. Uno di questi potrebbe
essere un fiume o un filare di alberi o addirittura
una serie di massi o di cespugli disposti
in fila... va bene tutto! Le linee guida
così realizzate attireranno e condurranno
il nostro occhio in profondità dentro
l'immagine, catturando notevolmente la nostra
attenzione.
Finita questa breve panoramica, non ci rimane
che provare a mettere in pratica quello che
abbiamo letto. Per fortuna, al giorno d'oggi
esistono le fotocamere digitali che ci permettono
di effettuare innumerevoli scatti di prova,
senza incidere sul portafogli. Tenete presente
che il segreto per acquisire una buona pratica
è quello di scattare innumerevoli
fotografie, provando di volta in volta le
più svariate combinazioni e sperimentando
sul campo regole, consigli e suggerimenti
avuti. Non dimenticate però, di far
valutare i risultati da un amico più
esperto che saprà guidarvi verso le
soluzioni migliori.
Buone foto a tutti, e ricordate che il buon
fotografo ha il cestino degli scarti sempre
pieno!
Autore dell'articolo: Angeldevil - www.virtualphoto.biz
Altri accorgimenti utili
Semplificare.
Le immagini troppo piene di elementi possono
distrarre lo sguardo e rendere difficile
individuare il soggetto principale. Diminuendo
il numero di oggetti estranei l'osservatore
focalizza più facilmente la sua attenzione
sul soggetto primario. La congestione può
anche essere ridotta con l'uso accorto dell'illuminazione,
poiché le aree luminose attraggono
lo sguardo, come pure le linee.
Avvicinarsi, più vicino, ancora di
più...
Abbiamo appena visto che più si semplifica
una foto, meglio si cattura l'attenzione,
più diventa facile comunicare qualcosa
all'osservatore. Questo scopo può
essere ottenuto in un milione di modi, ma
uno dei più facili ed efficaci è
proprio quello di avvicinarsi al soggetto
in modo da riempire l'inquadratura e quindi
eliminare dallo sfondo tutto ciò che
potrebbe costituire una distrazione.
Limitare la profondità di campo.
Un modo efficace per semplificare una fotografia
è quello di usare una grande apertura
allo scopo di limitare la profondità
di campo. Con questa tecnica, usata correttamente
e nella giusta ambientazione, possiamo mettere
a fuoco il nostro soggetto e rendere sfocato
tutto il resto.

Cambiare il punto di ripresa.
La posizione della camera può influenzare
fortemente l'estetica di una immagine, modificando
non solo la visuale dello sfondo, ma anche
l'interpretazione del soggetto da parte dell'osservatore.
Per esempio, una persona fotografata dall'alto
risulta di statura inferiore al reale, mentre
una inquadratura dal basso conferisce l'impressione
di dominanza.
La nostra mente ha la tendenza a percepire
le cose come più grandi di come sono
in realtà, perciò avvicinarsi
al soggetto e riempire l'inquadratura sfrutta
questo meccanismo psicologico per rendere
il nostro soggetto l'elemento dominante facendo
quasi scomparire lo sfondo.
Linee.
Tutte le fotografie contengono linee, fisiche
o immaginarie, orizzontali, verticali, angolate,
spezzate, dritte o curve. Le linee contribuiscono
a dare una impressione di flusso, di dinamismo,
di spazio, di tridimensionalità. I
loro effetti vengono accentuati dal colore,
dalle tonalità, dalla luce.
La linea dell'orizzonte dà un senso
di tranquillità e di profondità,
linee verticali come quelle di alberi o edifici,
danno enfasi al senso di altezza e maestosità,
linee diagonali e convergenti suggeriscono
dinamismo e vivacità, mentre le linee
curve rappresentano meglio il senso di flusso
e movimento.
Per concludere.
Visita i siti dove i fotografi pubblicano
i loro lavori, individua le immagini che
più colpiscono la tua fantasia, e
cerca di capire perché proprio quelle
ti sembrano più interessanti. Scoprirai
presto che sono le immagini che seguono le
principali linee guida elencate in questa
pagina.
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