Macro
Nel linguaggio comune, non
strettamente tecnico, si usa il termine macrofotografia in riferimento
a quelle immagini che rappresentano un soggetto a dimensioni più
grandi di quelle reali.
In realtà, tecnicamente
si può parlare di macrofotografia quando la dimensione
dell'immagine proiettata sulla superficie del sensore è uguale o
maggiore di quella del soggetto ritratto. In caso contrario si parla di
fotografia ravvicinata o, come dicono gli esperti, fotografia close-up.
Per le camere a film, la tecnica macro richiede l'uso di speciali lenti
ed accessori, piuttosto costosi e progettati per potersi avvicinare al
soggetto evitando le sempre possibili distorsioni.
Uno dei vantaggi delle fotocamere digitali è che molte di esse
possono fare eccellenti foto macro. In certi casi, alcune camere posono
arrivare a distanze dal soggetto sorprendentemente brevi, in altri casi
si usa lo zoom per ingrandire il soggetto e riempire lo schermo.
In generale la velocità di scatto è piuttosto bassa,
perciò non si raccomanda mai abbastanza l'uso di un supporto
stabile per la camera o dell'autoscatto, per evitare quelle vibrazioni
anche minime che possono facilmenta rovinare una ripresa.
L'immagine molto ingrandita di un oggetto può essere molto
divertente ma anche molto utile, perché si scoprono dettagli che
tediamo ad ignorare se li osserviamo ad occhio nudo. Oggetti familiari
rivelano forme, superfici e colori che ricordano l'arte o
l'architettura moderna.
Ad un livello più
pratico, la macrofotografia può essere impiegata in molti campi,
fra i quali:
- Il collezionismo, per catalogare monete,
francobolli, insetti ecc.
- Le industrie ne fanno un uso massiccio per
l'esame delle superfici ed il controllo della qualità dei
materiali e dei prodotti.
- Le assicurazioni la usano per fotografare in
dettaglio gli oggetti di valore.
- In tutte quelle applicazioni in cui la visione
ingrandita di un dato oggetto o di un suo particolare può
migliorare o aumentare il valore di un lavoro (arte, artigianato
artistico ecc.)
Come accennato prima, la visione molto ravvicinata equivale ad
osservare qualcosa con una lente. Dettagli normalmente invisibili
diventano improvvisamente evidenti, aumentando così la
possibilità di apprezzare i dettagli del soggetto osservato.
Quale che sia l'uso che ne facciamo, la fotografia macro presenta due
grandi problemi: uno è la ridottissima profondità di
campo di cui si dispone quando ci si avvicina al soggetto, e l'altro
è la difficoltà di illuminare il soggetto in modo
uniforme.
Un terzo problema sorge quando si fotografa un oggetto bidimensionale,
come un francobollo o delle banconote. Minore è la distanza
dall'obiettivo e più evidenti saranno le aberrazioni lineari. Le
linee rette risultano distorte facendo assumere all'immagine la
caratteristica forma "a botte" che dovrà poi essere corretta con
un programma di foto-editing.
Profondità di campo
La profondità di campo
è determinata principalmente dall'apertura del diaframma. Una
piccola apertura (alti valori di f) genera una profondità di
campo maggiore di una grande apertura (bassi valori di f). Nelle
fotocamere compatte che non hanno la possibilità di cambiare
obiettivi, la combinazione camera-obiettivo è importante
perché ogni camera ha il suo specifico fuoco minimo; controllate
il manuale per verificare questo dato. Inoltre, molte compatte non
consentono di scegliere manualmente l'apertura del diaframma.
Ciò significa che se il soggetto non è ben illuminato, la
camera tenderà a selezionare una grande apertura, e quindi
avremo una piccola profondità di campo. In caso di scarsa luce
la profondità utile può ridursi a pochi millimetri. In
caso di ridotta profondità di campo è importante
posizionare il soggetto parallelo alla camera (vedi figura). Mantenersi
il più possibile paralleli è il miglior modo di
assicurarci che la profondità di campo sia uniforme per tutta
l'immagine.
Nelle fotocamere compatte più diffuse, le distorsioni indotte
dall'obiettivo possono accentuarsi lavorando in modalità macro.
Se si notano delle distorsioni, non significa che qualcosa non funziona
nell'obiettivo o nella camera, ma semplicemente che quell'obiettivo non
è stato progettato per l'uso principale in macro. In molti casi
basta evitare linee verticali o orizzontali molto pronunciate
nell'immagine. Anche le distorsioni di prospettiva sono possibili,
proprio come per gli obiettivi grandangolari.
Illuminazione
La seconda sfida posta al
fotografo dalla macrofotografia è quella di fornire al  soggetto una illuminazione
uniforme, e questo può rivelarsi abbastanza difficile quando la
camera è molto vicina al soggetto. Il flash non può
essere usato in modo efficace perché, essendo troppo vicino,
può alterare i colori e provocare una sovraesposizione di parte
dell'immagine. In questi casi è molto meglio escludere il flash
e adottare un diverso metodo.
Un'ottima soluzione per chi fa un uso intenso della fotografia macro
è rappresentata dal flash ad anello applicabile al terminale
dell'obiettivo. Autoalimentato, non richiede collegamenti con la
fotocamera e produce una illuminazione perfettamente uniforme, anche se
di potenza non altissima. Il lampo viene innescato dal flash ordinario
della camera.
Consigli utili
Quando si opera all'esterno si
può sfruttare la luce solare ed una superficie riflettente per
attenuare le ombre. All'interno si possono ottenere buoni risultati con
le normali lampade domestiche e delle semplici superfici riflettenti.
In questi casi non bisogna dimenticare di scegliere il giusto
bilanciamento del bianco per le lampade ad incandescenza o a
fluorescenza.
Come riflettori si possono usare degli specchi o dei cartoncini
bianchi. Una variante è quella di avvolgere i cartoni con una
pellicola di alluminio per aumentarne il potere riflettente. Se
necessario si usino più riflettori in modo da distribuire la
luce sul soggetto. In tutti questi casi occorrerà sperimentare
diverse soluzioni prima di trovare quella che dà i migliori
risultati.
Se la fotocamera è provvista di zoom non occorre stare troppo
vicini al soggetto. Ciò è particolarmente utile nei casi
in cui sia impossibile avere una buona illuminazione. Lo zoom permette
di arretrare la camera, illuminare correttamente il soggetto, avendo
sempre una immagine a pieno schermo. Attenzione alle vibrazioni quando
si usa lo zoom, è sempre meglio stabilizzare la camera su un
treppiede e, se necessario, usare anche l'autoscatto.
L'uso della fotocamera digitale è il modo migliore per ottenere
eccellenti fotografie macro. Alcune camere possono essere piazzate fino
a 2 o 3 cm dal soggetto. E poi la possibilità di vedere
l'immagine prima dello scatto ci offre la possibilità di
apportare in anticipo le necessarie correzioni.
L'esperienza è la miglior guida possibile, ed il modo più
rapido per acquisirla è di non badare il numero degli scatti;
ricordiamo che scattare 100 foto digitali costa tanto quanto scattarne
una.



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