Sensibilità ISO
Nel mondo della
fotografia tradizionale la sensibilità ISO (in passato ASA)
rappresenta la rapidità di acquisizione delle immagini da parte
del negativo fotografico. Poiché le camere digitali non usano il
film ma un sensore elettronico per catturare le immagini, si usa il
valore di sensibilità ISO equivalente.
Tanto per fare una precisazione
puramente accademica, occorre dire che
nel campo digitale il termine "sensibilità ISO" riferito al
sensore, può dare luogo a una errata interpretazione. Infatti il
sensore nasce con una sua intrinseca sensibilità che non
può essere variata. Infatti dal sensore esce sempre un segnale
di intensità proporzionale alla intensità della luce
incidente. Con diversi valori ISO si determina il grado di
amplificazione "a posteriori" del segnale in uscita dal sensore. Con la
locuzione "sensibilità o velocità ISO" usata comunemente,
ci si riferisce alla efficienza del complesso sensore-amplificatore.
Più alto è il valore ISO, più sensibile è
il sensore, quindi maggiore sarà la sua capacità di
catturare immagini in ambienti poco illuminati. In condizioni dove il
fotografo tradizionale ha la necessità di cambiare fisicamente
il rullino del film, al fotografo digitale è sufficiente
accedere al menu e scegliere un valore ISO più alto, oppure
impostare la funzione "Auto ISO" e lasciare alla camera la scelta.
Velocità
ISO e Esposizione
La
velocità ISO ha un effetto diretto sulla combinazione
velocità di scatto/apertura del diaframma. In un ambiente in cui
la luce sia insufficiente, e per vari motivi non sia possibile
utilizzare il flash, la sola opzione disponibile per poter riprendere
la scena con una corretta esposizione rimane l'aumento della
velocità ISO.
Se si imposta "Auto ISO", la camera esamina la scena e seleziona
automaticamente il valore più basso compatibile con la
velocità di scatto e l'apertura del diaframma impostati. Oppure
si può selezionare manualmente un valore più alto e
vedere poi se la maggiore sensibilità permetta di ottenere una
giusta esposizione.
Analogamente, se la camera imposta una velocità dell'otturatore
troppo bassa (1/60 sec. o meno) per poterla usare a mano libera e
l'apertura è già la massima, l'impiego di una alta
velocità ISO permette di aumentare la velocità dello
scatto quanto basta per catturare una scena con soggetti in movimento.
ISO e
rumore digitale
Purtroppo
l'aumento
della sensibilità non è gratis, c'è un prezzo da
pagare. Alti valori ISO significa alti livelli di rumore digitale.
Il rumore è un fenomeno inerente al processo di trasformazione
del segnale luminoso in segnale elettrico e dipende da leggi fisiche
ineludibili. TUTTI i sensori generano rumore, con quantità
variabili in relazione soprattutto alle dimensioni dei fotoelementi che
lo compongono. Più i fotositi sono piccoli e vicini uno
all'altro, maggiore sarà il livello di rumore generato. Inoltre,
il processo di amplificazione è esso stesso fonte di rumore.

Per fare un esempio pratico e puramente teorico, diciamo che a ISO 100
il sensore produce un
segnale di intensità 50 con un livello di rumore 5. Diventa
quindi necessaria l'amplificazione del segnale per un fattore 10 (alti
ISO) che comporta la generazione di altro rumore (10). Alla fine ci
ritroveremo un segnale con valore (50 x 10 = 500) + il rumore del
sensore (5 x
10 = 50) + il rumore dell'amplificazione 10.
Il valore assoluto del segnale è più alto (560), ma il
rapporto
segnale/rumore è notevolmente peggiorato, da 10:1 a 8,33:1.
L'immagine sarà
correttamente esposta ma con un livello di rumore che risulta
fastidioso, specialmente agli ingrandimenti vicini al 100%. Occorre
dire che quando una immagine mediamente rumorosa viene stampata su
carta con
ingrandimento al 50% o
inferiore, presenterà un livello di rumorosità
decisamente
accettabile o anche non percepibile.
I sensori sono progettati in modo da dare la migliore qualità
dell'immagine alla minore possibile velocità ISO (miglior
rapporto segnale/rumore). Per la maggior parte dell camere compatte
questi valori sono espressi come ISO 100 fino 3200. Le camere di alta
gamma, che montano sensori di grandi dimensioni,
possono arrivare fino a ISO 12.800 e oltre senza gravi conseguenze,
anche perché sono dotate di sofisticati software di riduzione
del rumore senza che questo comprometta in modo significativo la
qualità delle immagini.
Il rumore digitale viene talvolta paragonato alla grana delle
pellicole, dove alle maggiori velocità ISO la granulosità
dell'immagine diventa molto visibile, e talvolta contribuisce a
conferire alla foto una certo fascino vintage. Invece, il rumore
digitale si presenta come un insieme di tanti puntini colorati,
visibili specialmente nelle aree scure, e decisamente poco gradevoli.
Sensibilità ISO e
Dimensioni del Sensore
Le dimensioni fisiche del
sensore determinano la gamma di sensibilità ISO utilizzabile
senza che le immagini soffrano troppo per il rumore digitale. La
ragione principale è che un grande sensore può ospitare
fotositi più grandi che hanno una maggiore capacità di
raccogliere luce, e per conseguenza un rapporto segnale/rumore
più favorevole.
Se osserviamo due sensori di 6 Mpx ciascuno, ma di diverse dimensioni,
vedremo che il sensore più piccolo genera rumore in misura
notevolmente maggiore rispetto al sensore più grande. Le camere
digitali reflex usano sensori di dimensioni più generose, come
APS-C (half-frame 23 x 15 mm) o anche Full Frame (35 x 24 mm) pari ad
un fotogramma di una pellicola. Con queste macchie a ISO 800 è
possibile ottenere foto con livelli di rumore migliori di quelli di
molte compatte a ISO 100.
Altre
considerazioni
Finché
le fotocamere compatte non cominceranno ad adottare sensori più
grandi, alle alte sensibilità ISO il rumore sarà sempre
con noi come un fatto ineluttabile.
La categoria delle camere per dilettanti avanzati, o camere prosumer,
tentano di riunire i vantaggi delle compatte e delle camere
professionali montando un sensore leggermente più grande come il
2/3'' (8.8 x 6.6 mm).
Purtroppo, la corsa ai megapixel significa che sempre più pixel
vengono infilati nella stessa area. Dove prima c'erano 5 milioni di
pixel in un sensore di 2/3'', ora ne possiamo trovare 8 milioni, o
anche 10 milioni. Non deve sorprendere se il rumore rimane un problema.
E ragione di più per non lasciarsi travolgere da questa follia
collettiva del "più megapixel è meglio".
Una moderata rumorosità non costituisce un grave problema,
specialmente se le immagini vengono visualizzate o stampate alle
dimensioni minori di quelle native. Nel caso si desideri produrre
stampe di grande formato, si possono utilizzare i programmi specifici
di riduzione del rumore (Noise Ninja, Neat Image), benché il
loro uso non sia semplicissimo.
Nel caso ci si presenti la scelta dolorosa tra uno scatto a rischio
rumore e la rinuncia a scattare, io preferisco scattare con ISO alti e
poi tentare di ripulire l'immagine con un software di riduzione. Una
foto non perfetta di un evento memorabile è preferibile a
nessuna foto.


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