Decalogo del fotografo creativo
Spesso si sente
dire: le fotocamere digitali? Fanno tutto loro, premi il bottone e la
fotografia è fatta. Oppure: migliore è la fotocamera e
migliori saranno le foto. Giusto? Nemmeno per idea! Solo la
creatività del fotografo può fare di una foto una grande
foto. Vediamo insieme 10 regole importanti.
La verità è che si
possono fare ottime foto anche con una
semplice compatta, e fare pessime foto con la Nikon più costosa.
Non è la camera che fa belle foto, è il fotografo. Con un
po' di esperienza e qualche aggiustamento è possibile tirar
fuori ottime immagini anche da una macchinetta da pochi soldi.
Per aiutare ad imboccare la strada giusta chi non ha grande esperienza,
ecco 10 buoni consigli per arrivare a fotografare come un
professionista (senza prosciugare il conto corrente).
1. Toni caldi
Avete mai notato che le foto scattate all'aperto hanno talvolta un
aspetto freddo, una luce quasi invernale? Se si, non siete i soli. Il
settaggio del bilanciamento del bianco per default è impostato
su AUTO, il ché il più delle volte non è un male,
ma tende ad rendere il tono dell'immagine un po' verso il freddo.
Quando si scatta all'esterno, ritratti o paesaggi in pieno sole, si
può provare a cambiare l'impostazione da AUTO a NUVOLOSO.
Perché? Questa modalità produce quasi lo stesso effetto
di un leggero filtro davanti all'obiettivo. Aumentano leggermente i
rossi ed i gialli che conferiscono all'immagine una tonalità
più ricca, più calda.
2. Lenti polarizzate
Se vogliamo aggiungere qualcosa in più alle nostre immagini,
procuriamoci un filtro polarizzato. E' un filtro che ogni fotografo
dovrebbe usare per i paesaggi in pieno sole e generalmente per le scene
all'aperto, perché riduce i bagliori ed i riflessi e produce
colori più saturi, specialmete nel cielo.
Può essere che la vostra fotocamera non sia predisposta per
l'applicazione dei filtri, ma non disperatevi. Molti fotografi usano
questo trucco con le loro camere compatte. Se avete un paio di occhiali
da sole di buona qualità, potete usare una lente come filtro.
Mettete la lente il più vicino possibile all'obiettivo,
controllando nel monitor che nell'immagine non appaia il bordo.
3. Ritratti all'aperto
Una delle caratteristiche meno
usate delle fotocamere digitali è il flash di riempimento.
Tenere sotto controllo il flash in modo che intervenga quando noi
vogliamo, non quando la macchina decide, è il segreto per
catturare grandi ritratti all'aperto.
In modalità FLASH ON, la camera prima sceglie l'esposizione per
lo sfondo, poi regola il flash in modo da illuminare correttamente il
soggetto in primo piano. Il risultato è una fotografia
dall'aspetto professionale, dove tutta la composizione è
correttamente esposta. I fotografi professionisti ai matrimoni usano da
sempre questa tecnica.
Una volta acquisita l'abitudine di usare il flash all'aperto, provate
un paio di variazioni sul tema, posizionando il soggetto in modo che il
sole illumini i capelli di lato o da dietro, ottenendo così un
piacevole effetto luminoso. Un'altra tecnica consiste nel fotografare
il soggetto all'ombra sotto un albero e usare il flash. Questo rende la
persona ritratta più rilassata, facendole assumere un
atteggiamento più naturale, senza quegli orribili occhi
semichiusi a causa del sole accecante.
Occorre però ricordare che il flash incorporato nelle comuni
fotocamere ha un raggio d'azione di pochi metri, perciò
accertiamoci di non stare troppo lontani dal soggetto ritratto.
4. Macro mania
Forse non vi è mai venuto
in mente di sdraiarvi a terra nell'erba del giardino di casa o di un
prato. Fatelo qualche volta, e scoprirete un intero nuovo mondo da
esplorare in dettaglio, osservandolo sul monitor della vostra
fotocamera in modalità MACRO. Sarete ricompensati da immagini
insolite, diverse da quanto avete fotografato finora. Anche la cosa
più semplice assume un nuovo fascino, e riprenderla in macro con
le camere digitali è semplicissimo.
Selezioniamo dunque la modalità MACRO, di solito il simbolo di
un fiore, ed avviciniamoci alla minima distanza consentita. Una volta
inquadrato un soggetto interessante, premiamo il bottone a metà
corsa per permettere alla camera di aggiustare il fuoco, e quando si
accende la lucina di conferma, premiamo a fondo.
Teniamo presente che in modalità macro abbiamo una ridottissima
profondità di campo, perciò mettiamo perfettamente a
fuoco quella parte del soggetto che giudichiamo più importante e
lasciamo perdere il resto dell'inquadratura. Inoltre è quasi
sempre inutile utilizzare il flash, perciò per i soggetti in
penombra diventa indispensabile un piccolo treppiede a causa dei lunghi
tempi di apertura del diaframma.
Anche il più
insignificante dei fiorellini di bosco
diventa il soggetto di una bella immagine se viene
ripreso in modalità macro.
5. Orizzonte orizzontale
Per qualche misteriosa ragione
molti esseri umani hanno difficoltà a tenere la camera
orizzontale. Il risultato sarà un tramonto sul mare in discesa,
un paesaggio di pianura in salita o una torre pendente anche lontano da
Pisa.
Parte del problema è dovuto all'ottica che introduce distorsioni
quando un vasto panorama viene riprodotto sul piccolo schermo del
monitor LCD. Gli alberi di un viale sono visti verticali a occhio nudo,
ma sembramo piegati verso il centro sul monitor.
Prima di tutto, dobbiamo essere consapevoli dell'importanza di
catturare immagini il più orizzontali possibile. Se si trova
qualche difficoltà a inquadrare correttamente una scena, basta
fare uno scatto nella posizione che riteniamo giusta, ruotare
leggermente la camera, fare un altro scatto, o forse un altro ancora
con una diversa angolazione. Con ogni probabilità una delle
immagini risulterà "giusta" rivedendola al computer.
Col tempo e la pratica il processo diventerà sempre più
naturale, e la percentuale di orizzonti orizzontali aumenterà di
molto. E se occorre, possiamo sempre utilizzare la funzione ruota dei
programmi di fotoritocco che è stata creata proprio per questo.
6. Memoria
Quando si decide il budget per
una nuova camera digitale è bene inserire anche il costo di una
memory card addizionale, perché la memoria in dotazione al
vostro nuovo giocattolo super-tecnologico sarà soddisfacente
come un pacchetto di noccioline quando state morendo di fame. La
memoria non è mai troppa, spendendo qualcosa in più
eviteremo una crisi di nervi se a metà giornata compare l'odiata
scritta "Memory Full"
7. Alta risoluzione
Una delle ragioni più
importanti per acquistare un memory card capiente, è quella di
permetterci di scattare alla più alta risoluzione possibile. Se
abbiamo sborsato un bel po' di soldini per una camera da 8 megapixel,
cercheremo di sfruttarne al massimo il valore scattando a 8 megapixel.
E già che ci siamo, salviamo le immagini con la minor
compressione (alta qualità) possibile.
Perché non infilare in memoria più immagini possibile,
scattando alla minima risoluzione e comprimendo di più i file?
Ma perché in qualunque momento potrebbe capitarci di catturare
la più importante immagine del ventunesimo secolo, e se
sarà un'immagine da 640 x 480 pixel, potremo solo farne una
stampa da 10x15, dimesioni non adatte per essere esposta in un museo.
D'altra parte, se abbiamo una immagine da 8-10 megapixel, potremo
ottenere una stampa in formato A4/A3 adatta per essere incorniciata, o
anche per apparire sulla copertina di Panorama. E anche se non saremo
riusciti ad avvicinarci al soggetto quanto avremmo voluto, avere tutti
quei pixel ci permetterà di ritagliare l'immagine e di avere
ancora abbastanza risoluzione.
Se si ha a disposizione abbastanza spazio in memoria, non c'è
ragione di scattare a bassa risoluzione e rischiare di perdere
l'opportunità di un grande risultato.
8. Treppiede
Mi è capitato una volta
di sentire qualcuno che bisbigliava, "dev'essere un vero fotografo
perché sta usando un treppiede". Naturalmente, usare o no un
cavalletto non ha niente a che vedere col fatto di essere un vero
fotografo, però per alcuni tipi di riprese questi supporti sono
indispensabili. Il grande problema dei treppiedi professionali sta nel
loro ingombro, sono pesanti e poco maneggevoli, qualche volta sono una
vera sofferenza, anche se necessaria.
Esistono però delle alternative, come il monopiede, un'asta
telescopica con l'attacco per fissare la camera, o quei piccoli
treppiedi da appoggiare sul tavolo o sul tetto della nostra automobile.
Ovviamente queste soluzioni non sono adatte per le camere più
pesanti o in presenza di un teleobiettivo.
Forse non ci capiterà spesso di aver bisogno di un treppiede, ma
quando serve davvero, niente può sostituirlo.
9. Autoscatto
Un'altra caratteristica
sotto-utilizzata che ritroviamo in ogni fotocamera, l'autoscatto,
risolve un problema antico quanto la fotografia stessa: l'assenza del
fotografo. Il fatto di essere il creativo della famiglia non giustifica
la nostra latitanza da ogni foto di gruppo. Certo, possiamo affidare a
qualcun altro la fotocamera e metterci in posa, correndo però il
rischio di vedere la preziosa macchinetta cadere a terra, o peggio,
vedere l'altro svignarsela col bottino.
Invece, una volta fissata la camera sul treppiede o appoggiata su un
tavolo, attiviamo il timer ed il gioco è fatto. Per i soggetti
in pieno sole, ricordiamoci di utilizzare il flash per assicurare una
esposizione più uniforme per tutto il gruppo. Cerchiamo anche di
mettere a fuoco le persone e non lo sfondo, per non ritrovarci poi
un'immagine con gli alberi di cui possiamo contare le foglie ed un
gruppo di persone irriconoscibili.
L'autoscatto è indispensabile anche in altre occasioni, come le
riprese notturne che richiedono lunghe esposizioni e quindi bisogna
evitare di introdurre anche le minime vibrazioni prodotte premendo
manualmente il bottone dell'otturatore.
10. Al rallentatore
Un corso d'acqua di montagna
può rappresentare uno delle migliori scene da riprendere con
priorità di diaframma, ottenendo un effetto simile ad un
dipinto. La seguente immagine è stata ottenuta forzando
l'otturatore a restare aperto per 1 secondo, creando così un
effetto soffice e fluente dell'acqua mentre il resto della scena resta
perfettamente nitido.
Con tempi di esposizione lunghi, è necessario usare un
treppiede, l'autoscatto, priorità di diaframma f-8, f-11, o
anche f-16 se possibile. Si usa la minor apertura possibile per avere
una sufficiente profondità di campo e provocare così una
apertura prolungata. Idealmente cercheremo di avere una esposizione di
1 secondo o più, per creare l'effetto voluto. Ciò
significa che forse sarà meglio cercare ruscelli e cascate non
in pieno sole.
Anche i questi casi si può usare un filtro polarizzato o una
lente degli occhiali da sole per ridurre la luminosità e avere
una esposizione ancora più lunga, eliminando i riflessi
dall'immagine.
Treppiede, tempo di esposizione
1 secondo,
priorità di diaframma f-8, filtro polarizzato.
Conclusione
Le camere digitali, anche le meno costose, hanno grandissime
potenzialità funzionali. Con un po' di ingegno e di
creatività si possono creare immagini che faranno meravigliare
tutti, e se qualcuno vi chiederà "ma che tipo di macchina hai?"
siete autorizzati a rispondere che non è la macchina che fa le
fotografie, ma il fotografo. Dopo tutto, il grande Henry
Cartier-Bresson ha usato per tutta la sua vita una comune macchina
meccanica da 35mm, senza alcun automatismo.

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