Bracketing dell'esposizione
Perché una scena che
sembrava perfetta, risulta poi sovra- o sotto-esposta? Quando si usa la
fotocamera digitale non si può mai essere certi che
l'esposizione impostata in automatico dalla fotocamera sia quella
corretta. Troppi sono i fattori che possono trarre in inganno i sistemi
automatici di controllo e compensazione.
Cos'è il bracketing e
come usarlo
Nell'epoca pre-digitale il
fotografo misurava la luminosità ambientale con l'esposimetro e
poi impostava i valori di apertura e tempo di esposizione sulla scorta
della lettura eseguita e di una buona dose di esperienza. Processo
abbastanza laborioso, oggi usato per il lavoro di ritrattistica in
studio e altre applicazioni professionali.
Arriva l'era digitale e tutte le fotocamere si dotano di un esposimetro
interno che misura la luce e sceglie in automatico i valori di
sensibilità ISO, l'apertura del diaframma ed il tempo di
esposizione. Tutto bene dunque?
Se si hanno poche esigenze, tutto bene, tanto lavoro risparmiato. Ma
come sempre, il diavolo sta nei dettagli.
Il sistema di misurazione della luce può essere molto semplice e
poco affidabile, o molto complesso e difficile da controllare. Infatti
in particolari condizioni di illuminazione anche il sistema più
sofisticato in alcune occasioni potrebbe essere tratto in inganno e
produrre immagini sovraesposte o sottoesposte.
La fotocamera, o meglio il suo software di controllo, non vede il mondo
come noi lo vediamo, ma presume che tutte le parti della scena siano
comprese entro un certo range di illuminazione. Di solito questo
funziona egregiamente, ma se si riprende un paesaggio con neve la
camera tenderà a scurire troppo l'immagine. Al contrario, una
scena in gran parte poco illuminata potrebbe risultare sovraesposta.
Infatti i parametri di esposizione vengono impostati facendo la media
della luminosità dei singoli pixel attribuendo maggiore
importanza alla zona centrale.
La compensazione automatica
La compensazione automatica dell'esposizione (autoexposure bracketing -
AEB/BKT) è una semplice tecnica fotografica usata per
assicurarsi che una scena sia correttamente esposta, specialmente in
difficili condizioni di illuminazione. Normalmente la fotocamera valuta
la luminosità della scena e seleziona la migliore combinazione
di apertura/velocità che ritiene possa dare l'esposizione
corretta. Utilizzare il bracketing significa che per la stessa scena si
eseguono tre scatti, uno con i valori calcolati, uno sottoesposto ed il
terzo sovraesposto.
Con le moderne fotocamere digitali è facilissimo utilizzare il
bracketing. Una volta attivato con l'apposito pulsante o dal menu, si
sceglie l'ampiezza dell'intervallo desiderato. 0, -1, +1, significa che
oltre allo scatto con i valori calcolati (0) si esegue uno scatto con
metà luce (-1 = metà tempo di posa) ed uno scatto con il
doppio della luce (+1 = doppio tempo di posa). Nella maggior parte dei
casi basta un intervallo di -0,3/+0,3 oppure di -0.7/+0,7.
Nei casi estremi, quando le differenze di luce tra le varie aree sono
molto grandi e la fotocamera lo consente, si preferisce utilizzare il
bracketing a 5 livelli, per es. -0,7/-0,3/0/+0,3/+0,7, oppure a tre
livelli ma con intervalli più ampi come -2/0/+2.
Esempio:
Per fare un esempio, diciamo che state scattando una foto ad una
persona sulla spiaggia in pieno sole, con lo sfondo che comprende la
sabbia ed il mare. In queste condizioni qualsiasi fotocamera compatta,
e pure molte professionali, sarebbero ingannate dai forti riflessi
prodotti dallo sfondo e ridurrebbero di conseguenza la quantità
di luce immessa. Risultato, un paesaggio perfettamente esposto ed il
soggetto in primo piano troppo scuro. Al contrario, se si esegue la
misurazione della luce sul soggetto principale, questo risulterà
ben esposto ma troveremo vaste aree bianche sullo sfondo dove manca
ogni dettaglio..
Per prima cosa evitiamo si scattare in la modalità Program (P),
anche con le camere compatte più avanzate. Di solito la
modalità P è studiata per un corretto funzionamento con
luce diurna o con il flash. I migliori risultati si ottengono con le
modalità Manual (M) o priorità dei tempi (S).
Secondo, impostiamo il più basso valore ISO disponibile e la
massima apertura compatibile con la profondità di campo
desiderata, e poi facciamo diverse riprese aumentando progressivamente
il tempo di esposizione. Lavorando metodicamente è possibile
trovare l'immagine che più si avvicina ai nostri gusti.

Bracketing -1. Solo il cielo è esposto correttamente.

Bracketing -0. Alcune parti scure, cielo sovraesposto.

Bracketing +1. Primi piani ben esposti, cielo bruciato.
Quando si usa
Tutte le volte che la scena da
ritrarre ci sembra difficile, in presenza di forte contrasto tra luci e
ombre, come un pic-nic sotto un albero con lo sfondo molto luminoso,
una foto in interno con una finestra aperta sull'esterno, un paesaggio
innevato in pieno sole, la lista sarebbe troppo lunga. In generale,
tutte le volte che non vogliamo rinunciare ad uno scatto solo
perché sarebbe difficile da interpretare.
Dopo tutto, non stiamo sprecando pellicola, possiamo permetterci tutti
gli scatti che vogliamo e tenere solo le immagini ben riuscite,
capacità di memoria permettendo.
Eliminare le foto peggiori?
No, se la capacità della
scheda di memoria lo permette, conserva le tre foto e trasferiscile nel
PC. Se osservi attentamente le tre immagini, noterai che anche la
migliore delle tre non rappresenta che un buon compromesso, e che
alcune parti saranno troppo scure o troppo chiare, con poco o nessun
dettaglio visibile. Noterai pure che una data area sarà troppo
scura in una foto ma normale in un'altra, e viceversa.
Se potessimo selezionare dalle tre foto le varie aree correttamente
esposte e combinarle in un'unica immagine, questa sarebbe perfetta.
Difficile? Non molto.
In un programma di foto-editing come Photoshop, o qualsiasi altro
programma che offra la possibilità di usare i livelli, apri le
tre foto in tre diversi livelli. Basterà poi cancellare con cura
le parti sovraesposte e sottoesposte dai livelli superiori per
ritrovarci con una immagine finale dove sia il soggetto in primo piano
che lo sfondo sono ben esposti, risultando dalla combinazione delle
aree ben esposte dei tre livelli. Un lavoretto di pochi minuti,
è più difficile descriverlo che farlo.
Condizione indispensabile per avere un buon risultato è la
perfetta sovrapponibilità delle immagini, ottenibile solo con
l'uso di un solido treppiede.
Questa è l'immagine ottenuta fondendo insieme le tre precedenti,
con qualche piccolo ritocco. Il lavoro ha richiesto non più di
10 minuti. Una volta che ci siamo impadroniti di questa tecnica,
scopriremo che fotografie un tempo considerate impossibili per
condizioni estreme di illuminazione, risultano del tutto abbordabili.
Un altro miracolo digitale!


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