|

Corso base: Sensori - parte 3
Sensibilità
Il valore ISO che appare sulla confezione
delle pellicole specifica la velocità,
o sensibilità, di un film a emulsione
d'argento. Più alto è il numero
ISO e più il film è "veloce",
o più alta è la sua sensibilità
alla luce. Chi abbia acquistato dei rullini
conosce i valori di sensibilità 100,
200, o 400. Raddoppiando il valore ISO si
raddoppia la sensibilità del film.
Anche i sensori sono classificati con numeri
ISO equivalenti. Come per il film, un sensore
con bassi valori ISO necessita di più
luce per una buona esposizione. Ma per avere
più luce occorre una esposizione più
lunga che può causare immagini mosse,
o una maggiore apertura del diaframma che
riduce la profondità di campo. A parte
altre considerazioni, è meglio avere
un sensore con un alto valore ISO perché
aumenta la capacità di catturare immagini
in movimento e le riprese in ambienti poco
illuminati. Tipicamente i valori ISO vanno
da 100 (lento) a 3200 o più (molto
veloce).
Il limite si sta spostando sempre più
verso l'alto in seguito ai continui miglioramenti
della progettazione, dei materiali e dei
processi di produzione.
Le fotocamere dispongono di diversi valori
ISO. In situazioni di bassa luminosità
si può aumentare la sensibilità
ISO amplificando il segnale generato dal
sensore (aumentare il guadagno). Quasi sempre
le camere possono impostare il guadagno in
modo automatico o permettere la scelta manuale
del valore più adatto. Questo sistema
aumenta la sensibilità del sensore,
ma al prezzo di un aumento del rumore digitale
o "grana".
Vedi anche l'articolo di approfondimento.
Qualità dell'immagine
Le dimensioni di un file di immagine dipende
in parte dalla risoluzione. Più alta
è la risoluzione e più sono
i pixel da memorizzare, e più pesante
sarà il file. Per ridurre i file a
dimensioni facilmente gestibili, il software
converte le immagini in un formato chiamato
JPEG (Joint Photographic Experts Group, pronunciato
"jay-peg"). Questo formato non
solo comprime le immagini, ma permette pure
di scegliere il livello di compressione.
Questo è molto utile perché
permette di scegliere un compromesso tra
dimensione del file e qualità dell'immagine.
Minore compressione significa migliore qualità
ma più spazio occupato in memoria,
maggiore compressione permette di avere più
immagini nella stesa memoria e immagini più
adatte per internet e per le e-mail. Il solo
problema è che le stampe non saranno
altrettanto belle. (maggiori informazioni
sulla compressione al capitolo 8 " Compressione e formati dei File").
 |
 |
| Un'immagine fortemente compressa produrrà
questo effetto quando viene visualizzata
a grandezza naturale. |
La stessa immagine con minore compressione
conserva un aspetto migliore, con maggiore
definizione. |
Oltre ad usare la compressione, alcune camere
consentono di variare la risoluzione per
ottenere un file di dimensioni ridotte. Quando
la insufficiente capacità della memoria
diventa determinante, occorre sacrificare
la qualità per la quantità.
Rapidità di scatto
Henri Cartier-Bresson è famoso per
le sue fotografie che catturano quel "momento
decisivo" delle azioni che accadono,
in quell'istante che rende una foto attraente.
La sua coordinazione occhio-mano era inarrivabile,
e otteneva quei risultati perché era
sempre pronto. Molte fotocamere digitali
hanno l'esposizione automatica che ci libera
dalla preoccupazione delle regolazioni. Tuttavia
queste camere hanno altri problemi che rendono
il momento decisivo difficile da catturare.
Vi sono due ritardi, o tempi morti, che rendono
la vita difficile quando si tratta di reagire
con prontezza.
Il primo ritardo che si nota è tra
il momento in cui si preme l'otturatore e
quello dello scatto effettivo. Questo ritardo,
chiamato velocità di refresh, accade perché la camera prima di
effettuare la ripresa, azzera le cariche
elettriche del sensore, regola il bilanciamento
del bianco, regola l'esposizione e mette
a fuoco l'immagine. Finalmente fa intervenire
il flash (se occorre) e riprende la scena.
Il secondo ritardo, il tempo di riciclaggio, avviene quando l'immagine ripresa viene
analizzata, compressa e trasferita in memoria.
Questo ritardo può andare da mezzo
secondo fino a mezzo minuto, o anche oltre
per i file in formato RAW.
 |
Il ritardo tra il momento in cui si preme
il pulsante e la ripresa effettiva significa
che occorre anticipare l'azione per non perdere
l'attimo cruciale. |
Ambedue questi ritardi influenzano la velocità
nel caso di scatti in sequenza. Se i ritardi
sono troppo lunghi si può perdere
uno scatto importante. Per catturare azioni
che si susseguono rapidamente, alcune camere
hanno una modalità continua, o sequenziale
o a raffica, che permette di riprendere una
foto dopo l'altra tenendo premuto l'otturatore.
In questo caso la camera invia le immagini
in un'area di memoria provvisoria chiamata
buffer per poi tornare al normale processo di elaborazione
quando la ripresa in sequenza è finita.
Il numero di immagini memorizzabili nel buffer
dipende dalle dimensioni delle immagini e
dalla capienza del buffer.
[ Parte 1 ] [ Parte 2 ] [ Parte 3 ]
|