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Corso base: Obiettivi - parte 2

[Parte 1]  [Parte 2]


L'obiettivo è il componente della fotocamera che ha il maggiore impatto sulla qualità delle fotografie. In questa lezione prenderemo in esame alcuni delle loro caratteristiche più importanti.


Fotografia macro

Molte camere digitali compatte hanno la modalità macro. Questi obiettivi si comportano come tutti gli altri finché non si passa alla macro. In questa modalità è possibile avvicinarsi moltissimo al soggetto in modo che risulti molto ingrandito nell'immagine con una profondità di campo molto ridotta.
foto macro
Le fotocamere digitali professionale più costose hanno obiettivi intercambiabili, alcuni con modalità macro, ma anche obiettivi speciali dedicati alla fotografia macro. Vedi anche l'articolo di approfondimento sulla fotografia macro.


Obiettivi intercambiabili e accessori

Da sempre i fotografi che usano camere reflex, analogiche o digitali, hanno avuto il vantaggio delle ottiche intercambiabili per poter operare con l'obiettivo adatto alla situazione ed al risultato che si vuole ottenere.

Lenti e adattatori. Alcune camere compatte consentono l'applicazione di lenti addizionali o di anelli adattatori e altri accessori. Con queste lenti è possibile variare la lunghezza focale ampliando le capacità dell'obiettivo.
lenti close-up

Obiettivi intercambiabili. Molti costruttori hanno progettato le loro camere in modo da accettare obiettivi originalmente destinati alle camere a film, e questo provoca qualche confusione circa la lunghezza focale. La lunghezza focale dipende dalle caratteristiche fisiche delle lenti, quindi si tratta di valori assoluti. Tuttavia un obiettivo con una specifica lunghezza focale può avere una lunghezza "effettiva" su una camera e una diversa se montato su un'altra camera. Ciò dipende dal fatto che la lunghezza focale effettiva è in relazione alle dimensioni del sensore usato. Poiché la maggior parte dei sensori sono più piccoli del film da 35mm, gli obiettivi ingrandiscono di più le immagini.

Il sensore cattura solo la parte centrale dell'immagine, quindi la lunghezza focale effettiva aumenta di un fattore variabile da 1.3 a 1.6 rispetto alla lunghezza focale nominale. Questo multiplo è valido per tutta la gamma delle lunghezze focali, rendendo un grandangolo meno grande in una camera digitale ed un teleobiettivo più lungo.

Questo "problema" può essere risolto in due modi. Il primo è di adottare sensori delle stesse dimensioni di un film 35 mm. Questi sensori "full-frame" sono già disponibili anche se costosi. La seconda soluzione è di progettare lenti adatte alle dimensioni del sensore. Questo concetto è stato realizzato recentemente anche dai membri del "Sistema Quattro Terzi" promosso in origine da Olympus, Kodak e Fuji, per la produzione di obiettivi intercambiabili specifici per fotocamere digitali. Le camere prodotte dai membri del gruppo hanno alloggiamenti standard in modo che su tutte possano essere montati gli stessi obiettivi.


Stabilizzatore dell'immagine

Chiunque abbia scattato delle fotografie con poca luce o cercando di tenere ben fermo un lungo teleobiettivo, sa quanto sia difficile evitare di rovinare le immagini con movimenti anche minimi. In molti casi si usano treppiedi o altri supporti. Recentemente sono stati introdotti sistemi automatici per evitare, o ridurre di molto, gli effetti negativi del tremolio della camera. Nell'obiettivo sono stati montati dei giroscopi che sentono il movimento e che comandano dei micro-motori per muovere un set di lenti in modo da compensare i movimenti della camera e tenere stabile l'immagine sul sensore.

Questa tecnologia consente di víolare la vecchia regola per cui non si dovrebbero usare velocità di scatto inferiori alla corrispondente lunghezza focale dell'obiettivo. Per esempio, se si usa un obiettivo con focale da 125mm, si dovrebbe impostare una velocità di almeno 1/125 sec. o anche maggiore, come 1/250 sec. Invece un obiettivo da 125mm con stabilizzatore di immagini, entro certi limiti consente di scattare a bassa velocità (1/50 - 1/30 sec) con la camera in mano, perché lo stabilizzatore funziona come un treppiede virtuale.


Massima apertura

icordiamo che quando si scatta una fotografia, il diaframma si apre per permettere alla luce di entrare ed essere focalizzata sul sensore. Per ottenere una immagine perfetta occorre che entri la giusta quantità di luce. Se la luce ambientale è eccessiva occorre diminuirla e viceversa. Un modo di regolare la quantità di luce è quello di aprire di più o di meno il diaframma. Il meccanismo funziona esattamente come un rubinetto che può essere più o meno aperto per regolare la quantità di acqua desiderata.

Il Il grado di apertura viene indicato con la lettera "f" seguita da un numero. Ognuna delle gradazioni lascia passare metà della luce del grado precedente e il doppio del grado seguente. Partendo dalla maggiore, le aperture possibili sono f/1, f/1.4, f/2, f/2.8, f/4, f/5.6, f/8, f/11, f/16, f/22, f/32, f/45.

Nessun obiettivo copre l'intera gamma di aperture. Per esempio l'obiettivo standard di una fotocamera digitale media può andare da circa f2.8 a circa f11. Si noti che quando il valore di "f" aumenta, il foro del diaframma diminuisce di diametro.


Vetro o plastica?

Il lavoro di una lente è di focalizzare perfettamente l'immagine sulla superficie del sensore. Meglio lo fa, migliore sarà l'immagine. In via generale, le lenti di vetro sono sempre state considerate migliori e più stabili e resistenti, ma i grandi progressi raggiunti nel settore delle plastiche ottiche permette di non essere più tanto sicuri.

Spesso nello stesso obiettivo vengono montati elementi ottici misti vetro-plastica, specialmente quando si vuole ottenere lenti di forma complessa, troppo costose da produrre con il solo vetro.

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