Quando si scattano
delle fotografie, si devono fare delle scelte circa le dimensioni delle
immagini, il rapporto di compressione, ed il formato dei file che si
creano. La dimensione di un file di immagine è enorme rispetto
ad altri
file presenti in un computer, poiché ogni pixel richiede 24 bit
(3
byte) per registrare le informazioni che descrivono il colore e la
brillantezza dei pixel. Un file di una immagine a bassa risoluzione da
1 megapixel è di 3 megabyte, a 3 megapixel arriva a 9 megabyte,
e a 6
megapixel a 18 megabyte.
File come questi sono troppo grandi da memorizzare, trasmettere e
editare. Per renderli più piccoli e quindi più facilmente
gestibili, le
fotocamere digitali usano un processo chiamato compressione. La
compressione offre molti vantaggi, come salvare un maggior numero di
file in memoria, maggiore facilità e risparmio di tempo per il
download, la visualizzazione, le modifiche e la trasmissione delle
immagini.
Cosa significa compressione
Durante la compressione i dati che
nell'immagine si ripetono più volte,
o che sono giudicati di poco valore, vengono eliminati o salvati in una
forma ridotta, riducendo fortemente la lunghezza del file. Per esempio,
se una vasta porzione del cielo ha la stessa gradazione di blu,
è
sufficiente salvare il valore di un solo pixel e le coordinate degli
altri pixel dello stesso colore. Quando l'immagine viene visualizzata
su un display, il processo di compressione viene invertito.
La compressione può essere di due tipi: senza perdite o con
perdite, le
fotocamere digitali le usano entrambe.
Compressione senza
perdite. In questa forma l'immagine viene memorizzata compressa,
viene poi visualizzata decompressa, e la sua qualità originale
ripristinata, nessun pixel va perduto. Potrebbe sembra la soluzione
ideale, però il grado di compressione non è elevato, ed i
file
rimangono piuttosto grandi. Per questa ragione la compressione senza
perdite viene preferita quando il dettaglio è molto importante,
per
esempio se si devono eseguire stampe di grandi dimensioni e ad alta
qualità. La compressione senza perdite è adottata da
alcune camere nei
formati TIFF o RAW.
Compressione con
perdite. Poiché la compressione senza perdite in molti
casi non
è pratica, tutte le fotocamere digitali, dalle più
popolari alle
reflex, offrono la compressione con perdite. Tale processo in qualche
modo degrada l'immagine in misura proporzionale al grado di
compressione. In molti casi, come le immagini nel web o le stampe di
dimensioni medio/piccole, il degrado non è immediatamente
percepibile,
però si noterà se si ingrandisce abbastanza l'immagine.
Formati dei file nelle
fotocamere
Tutte le camere digitali memorizzano le
immagini nel formato JPEG, ma
alcune permettono anche di selezionare i formati TIFF e/o RAW.
Vediamo insieme i tre formati in dettaglio..
JPEG, (Joint
Photographic Experts Group), è di gran lunga il formato
più popolare
per le immagini fotografiche. Infatti, tutte le camere salvano le
immagini in questo formato, o permettono una scelta diversa..
L'immagine JPEG viene salvata usando la compressione con perdite ed
è
possibile variare il grado di compressione. Ciò permette di
scegliere
tra minor compressione con più alta qualità, o maggiore
compressione e
qualità più scadente. La sola ragione per scegliere
l'alta compressione
è la creazione di file più piccoli, con tutti i benefici
che questo
comporta. Normalmente le camere offrono due o tre scelte tra buono,
ottimo, eccellente, o valori equivalenti.
La compressione JPEG si effettua su blocchi di otto x otto pixel per
volta. Si possono notare questi blocchi se si usa il massimo livello di
compressione o si ingrandisce fortemente l'immagine.

Il formato JPEG nel tempo è stato più volte modificato e
rimaneggiato
in modo da conferirgli nuove caratteristiche e rimediare alcuni
difetti. Per esempio una versione permette di ottenere immagini per il
web in forma "streamed", che appaiono immediatamente a bassissima
risoluzione per poi aggiungere gradualmente dettaglio fino ad avere
immagini di alta qualità.
La trattazione di tutte le varie versioni JPEG comporterebbe l'uso di
terminologia e di dettagli tecnici che esulano dallo scopo di questo
mini-corso, perciò sorvoleremo sul gergo da specialisti
limitandoci
quelle nozioni utili per poter ottenere buoni risultati pratici.
TIFF (Tag
Image File Format). Largamente usato fin dalla sua creazione come
formato per le immagini. Alcune fotocamere consentono il salvataggio
delle immagini in questo formato che, data la sua forte
popolarità, è
stato riformato in TIFF/EP (Tag Image File Format-Electronic
Photography). I file TIFF/EP vengono spesso salvati in forma
"read-only" per impedire cancellazioni accidentali. Ecco perché
talvolta non si riesce a cancellare una immagine dal computer, occorre
prima disattivare l'attributo "read-only" del file.
RAW. Questo
formato salva i dati provenienti direttamente dal sensore senza alcuna
elaborazione. I dati che riguardano l'immagine quindi vengono salvati
in forma "grezza" (raw), mentre i dati sul colore e luminosità,
ed
altre informazioni adatte ad aumentare la qualità dell'immagine,
vengono salvati in un file separato.
Invece di essere elaborati nella fotocamera, dove la potenza di
elaborazione e lo spazio sono limitati, i dati grezzi vengono
convertiti nell'immagine finale in un computer ottenendo migliori
risultati. Oltre ad evitare i difetti che talvolta appaiono
nell'immagine JPEG, i dati salvati sono elaborati con software
specifici capaci di estrarre e visualizzare tutti i dati presenti.
Invece, nel formato JPEG i dati vengono elaborati in modo permanente
dal software della fotocamera e quelli cancellati non possono
più
essere recuperati o ripristinati.
Oltre alla qualità delle immagini, i file RAW hanno altri
vantaggi. I
file ottenuti sono approssimativamente il 60% più piccoli dei
file TIFF
a parità di numero di pixel, e si riduce il tempo di attesa tra
due
scatti perché il tempo di elaborazione nella camera è
più breve. Vedi
anche l'articolo di approfondimento sul formato Raw.
PNG (Portable
Network Graphics - pronunciato "ping") è un formato senza
perdite
progettato per sostituire il GIF, un formato per immagini coinvolto in
vertenze legali. Si tratta di un formato universalmente utilizzato e
riconosciuto dal consorzio del World Wide Web, e supportato da tutti i
web browser recenti. Questa è la grande differenza tra PNG e
altri
formati di immagini digitali.
Scelta del formato
TIFF è un formato molto diffuso
perché adotta la compressione senza
perdite. Il problema è che nel tempo il formato è stato
alterato tante
volte che attualmente circolano oltre 50 versioni, e non tutte sono
riconosciute dai vari programmi.
JPEG usa la compressione con perdite, perciò l'immagine perde
qualità
ogni volta che viene salvata, chiusa e riaperta. Per questo motivo i
file JPEG sono di solito più piccoli. Se PNG è un buon
formato
intermedio perché è senza perdite, spesso si preferisce
convertire le
immagini in JPEG per spedirle via e-mailing o caricarle sul Web.
Se la fotocamera permette di scegliere il formato e/o il rapporto di
compressione, ci si dovrebbe sempre orientare verso la più alta
qualità. Se in seguito si decide di ridurre le dimensioni di un
file, è
preferibile creare una copia dell'immagine e modificarla opportunamente
usando un programma di fotoritocco. Se si scattano immagini a bassa
risoluzione non si potrà mai realmente migliorarle o realizzare
stampe
di grandi dimensioni. Naturalmente il rovescio della medaglia consiste
nelle dimensioni dei file.
Le immagini di altissima qualità possono essere di 15 megabyte o
più,
quindi difficili da gestire. Inoltre, quando di scatta a questi livelli
occorre aspettare un tempo notevole tra uno scatto e l'altro
perché il
software è impegnato nel processo di elaborazione. Molti
fotografi
adottano un compromesso e riprendono alla massima qualità nel
formato
JPEG. Anche questi file possono arrivare a 25 megabyte.
Quando si apre un'immagine in un editor, si dovrebbe sempre farne una
copia e salvarla, conservando immutato l'originale. Salvatela in un
formato senza perdita come il TIFF. Ancora meglio, il vostro programma
di fotoritocco dovrebbe avere un suo specifico formato che conserva le
informazioni in modo diverso dagli altri.
Se volete ottenere immagini in un particolare formato, salvatele in
quel formato nel passaggio finale. In particolare, evitate di aprire,
salvare e chiudere ripetutamente immagini originali JPEG. Ogni volta
che si modifica uno di questi file e poi lo si salva e lo si chiude,
l'immagine viene compressa e ripetendo più volte questa sequenza
l'immagine si degrada sempre più.
Occorre precisare che la compressione avviene solo al momento della
chiusura, non durante i salvataggi anche se ripetuti nella stessa
sessione di lavoro. Ancora, quando si salva un'immagine nel formato
JPEG, sullo schermo non si notano variazioni dovute alla compressione,
le differenze si potranno vedere riaprendo la versione salvata.
Molte foto digitali prendono la strada del Web o come allegati di
e-mail. Per tali usi si preferiscono file JPEG piccoli e molto
compressi, facili da spedire e rivedere. Per le immagini di più
alta
qualità da riprodurre o da stampare si preferiscono i formati
TIFF o
RAW.